“La coscienza degli animali”: anche il teologo Lorenzetti tra i primi firmatari

È stata presentata questa mattina a Milano “La Coscienza degli Animali”, iniziativa davvero trasversale a tutela dei nostri amici non umani che ha visto in prima fila il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla ed Umberto Veronesi. Tra i primi firmatari del Manifesto non si può non evidenziare il teologo don Luigi Lorenzetti, una presenza, la sua, che testimonia di un crescente interesse del mondo cristiano verso le tematiche inerenti i diritti degli animali.

Nel suo intervento (molto lucido e argomentato) il teologo ha tra l’altro sostenuto che “la novità del pensiero cattolico, in tema di questione animalista, prende avvio dal concilio Vaticano II quando avverte la necessità di volgersi alla storia e interpretarne i segni o gli eventi. Tra questi, c’è anche la nuova cultura animalista ed ecologista che è stata una salutare provocazione, per i cristiani (come singoli e come comunità di appartenenza), a ripensare la teologia della creazione: qual è il disegno del Creatore sull’universo (il creato, la natura, il cosmo) e su quanto questo contiene?”. In chiusura del suo intervento, Lorenzetti afferma che “si potrebbe concludere con Léon Bloy quando avvertiva che «non si bada al fatto che le bestie sono altrettanto misteriose dell’uomo e si ignora assolutamente che la loro storia è una scrittura per immagini, in cui risiede il segreto divino. Ma non si è presentato ancora _ concludeva _ nessun genio per decifrare l’alfabeto simbolico della creazione». Il credente avverte che Dio non ha creato solo gli esseri umani, e quanto esiste è termine della sua Provvidenza. La questione animalista ed ecologica non è estranea o indifferente al credente; lo riguarda direttamente e lo chiama in causa come credente. La nuova sensibilità circa l’ambiente e gli animali, largamente diffusa oggi, è un segno da decifrare per verificare quali risposte la Chiesa e i credenti intendono dare nella prospettiva di una rinnovata comprensione del disegno di Dio”.

Sempre in tema di animali è opportuno segnalare il sito dei vegetariani cattolici, mentre stasera a Bologna Enzo Bianchi terrà il secondo incontro del ciclo Animalia dal titolo Ominis anima vivens. La salvezza delle creature, in cui tratterà la concezione biblica cristiana del rapporto tra uomo e animali.

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Animali e religioni tra induismo, islam e cristianesimo

Tempi duri per gli animali coinvolti in festività religiose, considerato il fatto che i medesimi si trovano “dall’altra parte della barricata”: sono cioè coloro cui si fa la festa e non certo i festeggiati.  Nel distretto nepalese di Bara, come informa Asia News, è infatti in corso la festività indù del Gadhimai Mela, nota per detenere il triste primato di maggior evento sacrificale al mondo. Durante le festività, che culmineranno dopodomani con il previsto arrivo di circa un milione di persone, “i fedeli sacrificano al dio Gadhimai migliaia di animali quali bufali, capre e polli. Secondo l’induismo essi placano con la loro sofferenza la rabbia del dio, donando agli uomini fortuna e prosperità”.  Ovviamente, i buddhisti locali e gli animalisti fanno puntualmente sentire la loro protesta (esiste anche un sito approntato appositamente) ma nulla sembra riuscire a fermare la mattanza. Eppure la cosa non ha solo risvolti religiosi, ma pure sociali, visto che durante i festeggiamenti avvengono episodi poco commendevoli, come racconta la stampa locale e il blogger Enrico Crespi in un suo interessantissimo post.

Ma per gli animali non sono tempi duri solo nel lontano Nepal: venerdì prossimo sarà infatti l’Aïd el Kébir (festa del sacrificio). La festa si svolge il decimo giorno dell’ultimo mese del calendario musulmano e consiste nell’uccisione di un montone che deve essere poi diviso in tre parti uguali: una per la famiglia, una per i vicini e una per i poveri.

Se a tutto ciò si aggiunge che al Natale manca ormai poco più di un mese e che per i tacchini si prospettano tempi bui, il quadro è davvero completo.

Animali in chiesa: tra rifiuto e accettazione

Possono gli animali avere libero accesso in chiesa insieme ai loro padroni? Dev’essere loro concessa, insomma, piena libertà di culto? La questione è stata dibattuta nel corso della trasmissione di Canale 5 Forum che (vabbè, lo sappiamo, non avrà certo i crismi della scientificità e a volte scade pure nel trash) ma stavolta ha trattato il caso con raro equilibrio.

Per farla breve, nel caso specifico il giudice ha stabilito che non esiste un diritto assoluto per i nostri amici non umani di accompagnare i loro padroni (termine orrido ma che usiamo per brevità) tra i banchi delle chiese, ma non si può neppure escluderli a priori, invitando quindi a valutare caso per caso con l’equilibrio necessario in casi del genere. Simpatica, tra l’altro, la citazione di Mark Twain con la quale il giudice ha suggellato la propria sentenza: “Se in paradiso si entrasse davvero per merito, e non per favore divino, i cani entrerebbero e noi resteremmo tutti fuori”. Affermazione molto luterana ma che ha la sua forte carica di verità.

Tra l’altro il giudice ha citato un paio di chiese milanesi, la basilica di San Simpliciano e quella di Santa Rita nella quale i nostri amici, quattrozzampati o bipedi che siano, sono bene accetti. Personalmente non ero a conoscenza della cosa (che sarebbe una buona notizia, dopo la scomparsa di don Mario Canciani, storico difensore degli animali e qualche episodio poco commendevole) e chissà che qualcuno non possa fornire approfondimenti in merito.

E per finire, per la serie Pubblicità Progresso, esiste su Flickr un apposito gruppo espressamente dedicato agli animali in chiesa (o in altri luoghi di culto) ovviamente fondato dal sottoscritto e al quale tutti sono invitati a iscriversi e contribuire.

(L’immagine viene da qui)

Animali e religioni: una notizia cattiva (e due buone)

Siccome certi titoli e soprattutto certe notizie non vorremo mai leggerli (forse il parroco in questione ha qualche problema irrisolto con gli animali e quindi il consiglio è di prendersene qualcuno che giri per casa e con cui convivere) ecco qui un paio di cose per riequilibrare un po’ la situazione. Sabato prossimo, quattro ottobre, è la festa di San Francesco d’Assisi. In Italia la cosa non è molto diffusa, ma nei Paesi di lingua inglese in quel giorno è uso fare una preghiera di benedizione per gli animali. Eccone per esempio una, mentre questo è un intero sito dedicato alle preghiere per i nostri amici non umani. Il giorno precedente la festa di San Francesco, quindi venerdì prossimo, esce invece L’Arca di Noè, un film di animazione che sembra promettere bene ed in cui la convivenza tra animali di diverse specie diventa metafora per la convivenza tra le diversità. Fortemente consigliata la visione al parroco di Spinea.

Dal Papa in Australia un omaggio agli animali (e in UK non sono da meno)

Magari sarà pure una notizia minore tra quelle provenienti dall’Australia, nelle ore immediatamente precedenti l’avvio della Giornata mondiale della gioventù. Però, forse, tanto minore non è neppure. Almeno per il titolare del blog, che è un grande amico degli animali e convive felicemente con alcuni di essi. Narrano infatti le cronache che i gestori di uno zoo di Sidney hanno portato al Papa una nutrita rappresentanza di fauna locale. Il portavoce vaticano P. Lombardi ha sottolineato che “Il Papa ha accettato volentieri l’offerta di poter ammirare questi animali perché è attento all’ambiente e alla natura che lo circonda”. Per la verità, Benedetto XVI sembra piuttosto imbarazzato nell’avvicinarsi agli animali in questione, ma c’è da capirlo: è più abituato ai domestici gatti.

Ma non è solo il papa ad interessarsi di animali. Il sito della BBC ha addirittura messo online una sezione intitolata Do you pray with your pets (pregate con i vostri animali)? Molte e alcune davvero commoventi le testimonianze che la redazione ha provveduto a pubblicare.

Animali e religioni tra Oriente e Occidente

Davvero carinissima (e quindi meritevole di rilancio) questa cosa segnalatami da Boh dei cani onorati in Nepal in occasione della festa di Tihar. Anzi, con l’occasione “smaltisco” un po’ di materiale relativo al rapporto “animali – religioni”.

Può succedere che i nostri pets ci lascino anticipatamente. Come ricordarli in modo adeguato? La Pet Tribute Creations viene in nostro soccorso: con neppure 20 dollari (e ricordiamoci il favorevole cambio con l’euro) possiamo portare a casa un’illustrazione raffigurante il nostro animaletto scomparso tra le braccia di Gesù o della Madonna. Magari a qualcuno la cosa potrà sembrare kitch, ma siamo certi che Lui non sarebbe contrario.

È appena uscito in libreria «Gli animali del Vangelo raccontano…», del noto sacerdote – scrittore Alessandro Pronzato, particolarmente raccomandabile anche per la prefazione di Paolo De Benedetti, noto amico degli animali.

Il Los Angeles Times pubblica un articolo il cui titolo può far sobbalzare sulla sedia, ma il cui contenuto è davvero interessante.

E infine: avete mai pensato che a Natale potreste regalare un animale? Ma non un pet, bensì uno che serve per vivere alle popolazioni delle zone più svantaggiate del pianeta. Ecco un’utilissima guida per sapere come fare.     

Le suore miciofile maremmane e il Maine Coon

“Tra le zolle di terra tufacea della bassa Maremma e il verde muschiato dei cerri  tanto presenti da dare il nome al luogo: Cerreto, sorge, a qualche chilometro da uno dei più antichi borghi medievali, il nostro allevamento di gatti maine coon (…) maestoso nel portamento, dal carattere amabile: il più grande tra i piccoli felini”. Non ci sarebbe nulla di strano se queste parole fossero riportate nel sito di un qualsiasi allevatore di questa razza di gatti che definire meravigliosa è un eufemismo. Eppure la particolarità esiste, perché gli allevatori (o meglio le allevatrici) dei Main coon in questione sono delle monache. Sì proprio delle monache, per l’esattezza delle Carmelitane dell’antica osservanza, che dall’allevamento di questo felino nel loro monastero maremmano  traggono di che sostentarsi. E anche il sito è fatto davvero bene, vedere per esempio la sezione dedicata alla palestra felina, roba che fa venire immediatamente il desiderio di trasferirsi nel monastero in questione in qualità di cappellani (malcelato autoinvito…).