Al via a Terni la sesta edizione del Festival Popoli e Religioni

Ha preso il via a Terni la sesta edizione dell’ Umbria International Film Fest Popoli e Religioni, che si concluderà il prossimo14 novembre.
L’iniziativa intende fornire opportunità di dialogo interreligioso attraverso il cinema e creare un’ulteriore occasione di approfondimento dello specifico linguaggio della settima arte. Anche attraverso l’arte cinematografica, infatti, si può capire che i credenti di religioni diverse possono convivere, non solo tollerandosi, ma stimandosi a vicenda.
Tanti gli appuntamenti da ricordare e che chiameranno a raccolta gli appassionati di cinema e non solo. Anteprime, incontri con registi, attori e scrittori, performance e dibattiti accompagneranno il festival che si svolgerà tra il Caos, il Cenacolo San Marco, il teatro Don Bosco e i Musei Diocesani.
Particolare attenzione verrà posta quest’anno al tema dell’ambiente e, in particolare, dell’acqua. E infatti uno degli appuntamenti più attesi è la presentazione in anteprima mondiale del documentario The earth our home, diretto da Vittorio Giacci e Pierpaolo Saporito, scritto da Vincenzo Cerami, che sarà presente alla proiezione.

“È stata un’iniziativa nata quasi per caso e in maniera artigianale – ricorda mons. Vincenzo Paglia, vescovo della diocesi umbra, che ne è stato l’ideatore -, ma ora siamo di fronte a un festival che ha un suo spazio e che è dimostrazione che anche l’arte deve essere chiamata all’appello in merito al confronto tra popoli. Guardare e vedere le diversità è l’unico modo per stabilire dialogo e comprensione; l’arte contribuisce all’anelito religioso e tira fuori dalle banalizzazioni, ha la capacità di scendere nella dimensione profonda della vita e delle culture del mondo, favorendo il dialogo e aiutando a superare i conflitti che nascono sempre dall’ignoranza dell’altro”.

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Cinema e religione a confronto in due interessanti iniziative



A conclusione della dodicesima edizione del Religion Today Filmfestival, prevista per il prossimo 21 ottobre a Nomadelfia, lo stesso ente organizzatore della manifestazione e la Facoltà di Scienze della Comunicazione sociale dell’Università pontificia salesiana propongono un seminario di incontro e riflessione sul tema “Viaggi della fede. Viaggi della speranza”. L’iniziativa, che si svolgerà domani a Roma, intende rispondere alle seguenti domande: “Ci può essere un dialogo tra chi parte spinto dalla fame e chi, spesso, da un senso di sazietà insoddisfatta? Cosa può dire il cinema al riguardo? E le religioni: cristianesimo, induismo, ebraismo, islam?”. In un mondo in cui “tutti si spostano senza sosta”, spiegano gli organizzatori, “il viaggio ha perso gran parte del suo fascino romantico come scoperta e rischio, come radicale messa in questione di sé”. Oggi, infatti, è “il tempo dei viaggi d’affari e dei tour operators, in cui ogni dettaglio è ben pianificato” eppure “c’è anche qualcuno che parte semplicemente perché non ha un posto dove vivere, una vita da vivere; e qualcun altro perché vorrebbe dare un significato diverso alla sua vita”.

Un’altra iniziativa legata al mondo del cinema che vale la pena segnalare, riguarda un bando per la realizzazione di cinque cortometraggi sul tema “La missione del prete, cogli l’attimo”. A promuoverlo è la Fondazione Ente dello Spettacolo che, in collaborazione con il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, ha annunciato la prima edizione di “i-father – Short Film Award”. Obiettivo dell’iniziativa è  “la produzione di brevi opere audiovisive (durata massima 5 minuti) utilizzando cellulari smart-phone”. Il bando, spiega la Fondazione, “si rivolge a giovani videomakers di età massima 40 anni. La figura del sacerdote (prete diocesano) dovrà essere presente nello script, che attraverso immagini significative coglierà l’attimo in cui il prete agisce per il bene comune, per una causa pastorale, sociale, caritativa, solidale”.

Cinema e religioni fra Trento e Cannes (passando per Buddha)

“Viaggi della fede. Viaggi della speranza”: è questo il tema dell’edizione 2010 (la tredicesima) di Religion Today Film Festival, che viene presentata oggi a Roma per poi svolgersi nel prossimo autunno. Si tratta del primo festival internazionale itinerante dedicato al cinema delle religioni, nato nel 1997 come “viaggio nelle differenze” per una conoscenza reciproca tra persone, popoli, fedi e culture. Affiancherà un fitto calendario di proiezioni e seminari con l’esperienza del “laboratorio di convivenza” per registi e operatori delle comunicazioni provenienti da diverse fedi e culture. Tra le iniziative, il 19 ottobre è in programma la giornata di studio sulla cinematografia religiosa organizzata in collaborazione con la Facoltà di scienze della comunicazione sociale dell’Università pontificia salesiana. Nell’occasione sarà presentato anche il progetto di riflessione sul ruolo delle religioni nelle relazioni internazionali organizzato da Ministero degli Affari esteri-Unità di analisi e programmazione, Istituto di studi politici internazionali, Provincia autonoma di Trento e Associazione Bianconero/Religion Today.

Sempre in tema di cinema, sono meritevoli di segnalazione un altro paio di notizie. La prima riguarda un film di animazione del genere Manga dedicato alla vita di Buddha. L’altra notizia riguarda invece il Festival di Cannes, che prende il via proprio oggi, e che vedrà in concorso il film Des hommes et des Dieux, dedicato ai monaci di Tibhirine, rapiti e uccisi nel 1996 in Algeria.

A Torino in mostra la figura di Gesù nel cinema in occasione dell’Ostensione della Sindone

“Ecce Homo. L’immagine di Gesù nella storia del cinema”: è il titolo della rassegna che viene inaugurata oggi (e sarà visitabile da domani) presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino ed organizzata nell’ambito dell’Ostensione della Sindone, prevista tra il 10 aprile e il 23 maggio prossimi. Attraverso un’accurata selezione di fotografie, manifesti, riviste, libri, partiture e dischi, provenienti dalle collezioni del Museo e dagli archivi della Fondation Jérôme Seydoux-Pathé e della Cinémathèque Française, la mostra offre l’opportunità di una riflessione approfondita sulle varianti iconografiche che hanno caratterizzato la figura del Cristo nella storia del cinema. Nell’Aula del Tempio saranno messe a confronto le differenti rappresentazioni dei principali eventi della vita di Gesù, dalla Natività alla Resurrezione. La cancellata esterna della Mole presenterà invece una selezione cronologica dei film più significativi, dal cinema muto ai giorni nostri.

“La più grande storia mai raccontata e’ anche in assoluto la storia più volte raccontata dal cinema, così tante che nessuno ha neanche mai tentato di redigere una filmografia completa – ha dichiarato Alberto Barbera, direttore del Museo  -. Il nostro lavoro si e’ soffermato su una settantina di titoli, da ‘La Vie du Christ’ di Alice Guy e Victorin-Hyppolyte Jasset (1906) a ‘7 Km da Gerusalemme’ di Claudio Malaponti (2006), con l’intento dichiarato di fornire – attraverso la selezione di fotografie, manifesti, riviste, libri, partiture e dischi, provenienti dalle collezioni del Museo e dagli archivi della Fondation Jérôme Seydoux-Pathé e della Cinémathèque Française  – una riflessione approfondita sulle differenti modalità espressive con cui, in determinati periodi storici, il cinema si e’ confrontato con la rappresentazione della figura di Cristo, come ad esempio le influenze della pittura ottocentesca per il periodo del muto o le derive dell’iconografia pop in un film come ‘Jesus Christ Superstar'”.

In occasione dell’inaugurazione della mostra, alla Reggia di Venaria – Citroniera, avrà luogo una tavola rotonda, moderata dallo stesso Barbera, alla quale interverranno Giuseppe Ghiberti, Tomaso Subini, Timothy Verdon e Dario E. Viganò.

Religion Film Festival: assegnati i premi alle pellicole vincitrici

Sono stati assegnati i premi  della XII edizione del Religion Today Filmfestival, l’importante (ed unica nel suo genere) manifestazione cinematografica cui accennammo qui.

“Diario di un curato di montagna” è risultato il film vincitore del Gran Premio “Nello spirito della Fede”. La giuria internazionale e interreligiosa ha premiato anche come migliore film “Doubt” e come miglior cortometraggio l’iraniano “God sees”; come miglior documentario è stato premiato “Leaving the Fold”. L’alta qualità dei documentari ha inoltre convinto i giurati ad assegnare tre menzioni speciali.

Il tema di quest’anno di Religion Today, “Rinascere dall’Alto. Vita nuova nella fede”, ha invitato a riflettere sul sentimento religioso come evento del tempo presente, dedicando particolare attenzione al mondo dei giovani. Al concorso cinematografico quest’anno sono stati ammessi 57 film, provenienti da tutti i continenti e rappresentativi di un vasto panorama di diverse fedi religiose.

Nel corso della premiazione, la direttrice di Religion Today, Katia Malatesta, ha ricordato l’impegno del Filmfestival,  nella valorizzazione di un cinema di qualità, capace di testimoniare la complessità delle diverse religioni e la ricchezza dell’esperienza di fede o di incontro con l’altro, nel contesto delle sfide e dei problemi della contemporaneità.

Qui è disponibile un’intervista rilasciata dalla stessa Malatesta a Radio Vaticana.

Cinema e spiritualità: pellicole in scena a Roma e Trento

A Roma ha preso il via (anche se a dire il vero in tono minore rispetto agli anni passati, ma si sa che il sindaco Alemanno non è un cinefilo al pari del suo predecessore Veltroni) l’edizione 2009 del Festival Internazionale del Film. Anche i temi legati alla religione e alla spiritualità trovano spazio nella rassegna con tre titoli che vale la pena segnalare. Il primo è The Last Station di Michael Hoffman, che racconta il cambiamento spirituale di Tolstoj: in nome della sua nuova religione utopica e delle sue idee anarco-cristiane, il grande romanziere russo rinuncia al titolo nobiliare e alle sue proprietà per diventare povero, vegetariano e celibe, nonostante cinquant’anni di matrimonio con la Contessa Sofia, che lotterà fino alla fine per riprenderselo solo “all’ultima stazione”, da cui il titolo del film.

La seconda pellicola è “Popieluszko”, che racconta l’esistenza di colui che venne definito “il cappellano di Solidarnosc”, ucciso dal regime comunista polacco e cui è attualmente in corso il processo di beatificazione.

Per finire, ”Matteo Ricci, un gesuita nel regno del drago”, Il docufilm del regista italiano di origine kosovara, Gjon Kolndrekay, che ripercorre la vita e le opere di Li Madou – il “Saggio d’Occidente” come i cinesi chiamavano il missionario italiano – e che è stato interamente girato tra Italia e Cina, ricevendo il benestare del governo di Pechino.

Sempre in tema di cinema e spiritualità, è da segnalare che è appena iniziata a Trento l’edizione 2009 di Religion Today, dedicata quest’anno a “Rinascere dall’alto. Vita nuova nella fede”.

Vittorio Sgarbi si da al dialogo: a Salemi la prima edizione del Festival del Cinema Religioso

Sembra davvero difficile vedere il vulcanico Vittorio Sgarbi nei panni del fautore di dialogo, specie di quello religioso. Eppure (a dimostrazione che nulla è impossibile) questa sera verrà inaugurata a Salemi –la cittadina siciliana di cui Sgarbi è sindaco- la prima edizione del Festival Internazionale del Cinema Religioso, da lui fortemente voluto.

Ad inaugurare il festival sarà il cinefilo americano di origini coreane Yongman Kim, il cui archivio filmico costituito da oltre 60 mila titoli da alcuni mesi è ospitato a Salemi dopo che il Comune ha deciso di acquisirne la collezione. Assieme a lui l’attore, scrittore e musicista di origine ebree Moni Ovadia che si esibirà in uno spettacolo dal vivo. Tra gli ospiti che giungeranno a Salemi si segnalano Ugo Gregoretti, Marco Bellocchio e Padre Virgilio Fantuzzi, critico cinematografico de La Civiltà Cattolica.

Il Direttore artistico del Festival, Nicola Ballario, non ha dubbi: ‘Molti si chiederanno perché un festival sulle religioni a Salemi. Innanzitutto per sfatare un falso mito, quello di uno Sgarbi litigioso. In realtà Vittorio è un pacificatore, oserei dire quasi un pacifista per la sua volontà di voler mettere sempre tutti d’accordo, a ogni costo. Per il resto, tutto il festival è incentrato sul botta e risposta tra film. Moni Ovadia verrà a recitare la lettera, ritrovata nel 2003 da “Le Monde”, che Edith Stein mandò a Pio XI predicendo la Shoa. Infine un excursus sul tema della madre. Le madri israeliane e palestinesi, fino a “L’ora di Religione” di Bellocchio”.

Il Festival è organizzato in collaborazione con la rivista Ciak.

Cinema: non solo Venezia. Scelte le opere in concorso alla prossima edizione di “Religion Today”

Mentre a Venezia prende il via la Mostra del Cinema, si avvicina velocemente anche la data d’inizio della XII edizione di Religion Today, il primo Filmfestival itinerante dedicato al cinema delle religioni in programma quest’anno dal 14 al 24 ottobre fra Trento, Roma, Bolzano, Bassano e Nomadelfia. Sono infatti terminati i lavori di selezione dei film giunti alla sede Trento e la Commissione di Selezione ha deciso di ammettere 57 film tra i 168 iscritti al concorso, provenienti da 26 paesi di tutti i continenti e rappresentativi di un vasto panorama di diverse fedi religiose. Fra gli Stati di provenienza dei film ammessi figurano Italia, Austria, Canada, Francia, Germania, Iran, India, Israele, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Russia, Serbia, Stati Uniti, Tunisia, Turchia, Spagna, Sudan.
Particolarmente elevata, in questa edizione, la qualità delle pellicole candidate, tanto che la Commissione, nel proprio incarico, ha premiato soprattutto la coerenza con il tema dell’anno “Rinascere dall’alto. Vita nuova nella fede”, che mette in evidenza sia il momento della conversione che i riti di passaggio, propri di tutte le religioni.
Fra le religioni rappresentate dai film iscritti quest’anno a Religion Today vi sono cristianesimo, islam e ebraismo nelle loro diverse espressioni, buddismo, induismo e religione zoroastriana. Il concorso prevede tre sezioni: film a soggetto, cortometraggi documentari e reportages televisivi. La Giuria del Festival assegnerà i seguenti premi: Premio Religion Today “Nello spirito della fede”, Miglior film a soggetto, Miglior documentario e Miglior cortometraggio. Verranno inoltre assegnati altri Premi speciali e tematici istituiti in collaborazione con Enti e Fondazioni, come i Premi Signis, Dialogo interreligioso, Religioni sul “piccolo schermo”. Novità di questa edizione è la Giuria dei migranti, formata da rappresentanti delle diverse  culture e religioni presenti sul territorio trentino.

Il cinema e il sacro nei nuovi lavori di Carlo Verdone e Roberta Torre

Iniziano oggi a Cinecittà le riprese dell’ultimo film dell’attore e regista Carlo Verdone intitolato: “Io, loro e Lara”. Se ne parliamo qui è perché nella pellicola il popolare uomo di spettacolo vestirà i panni del sacerdote, ruolo per lui non inusuale ma affrontato questa volta da un’angolatura davvero particolare. Protagonista del film è infatti padre Carlo Mascolo, missionario comboniano in Africa, che entra in una grave crisi esistenziale e di fede. Su consiglio dei superiori decide quindi di prendersi una pausa e di rientrare in patria. Solo che le cose, anche nella sua terra d’origine e nella sua famiglia, non vanno affatto bene e il missionario si ritroverà quindi a rimpiangere l’Africa e la sua precarietà.

“Mi sono documentato –afferma Verdone- ho parlato con parecchi sacerdoti e lo interpreterò in modo sobrio, senza dare spazio a luoghi comuni o caricature”. Il soggetto è indubbiamente interessante e sarà da vedere ora come l’attore e regista romano saprà uscire dalle gabbie del macchiettiamo che si è (chissà quanto consapevolmente o meno) cucito addosso.

Il film verdoniano non è comunque l’unico ad essere stato attratto dalle sirene della spiritualità. La regista Roberta Torre, infatti, nella sua ultima opera, “I baci mai dati”, esplora la religiosità del Sud vista attraverso gli occhi di una ragazzina, Manuela, che un giorno, per noia e per gioco, sostiene di poter fare miracoli. Viene creduta e da quel momento irrompe nella sua vita tanta gente che le chiede di tutto. Mentre sua madre Rita, vuole farne un business, Manuela si spaventa e vuole smettere di fare la santa.

Molto belle le dichiarazioni della regista milanese sul suo rapporto con la fede.

Christmas Film Festival: la spiritualità del Natale oltre i cinepanettoni

Una valida alternativa ai cinepanettoni, ma non solo, questo vuole essere il Christmas Film Festival, che prende il via domani nelle Langhe per concludersi con l’Epifania.

Ideato ed organizzato dall’Associazione Palladium Productions, il Festival, nelle intenzioni degli organizzatori, intende essere un luogo di scambio tra diverse culture e tanti modi di fare cinema, accomunati da una grande qualità e da un argomento che ha affascinato tutti i più grandi registi, da Tim Burton a Frank Capra da Paul Haggis a Pupi Avati.

Proprio quest’ultimo sarà ospite del festival e in un’intervista svela un suo sogno nel cassetto: un film sul Natale diverso da solito, “ un mio Natale indimenticabile, durante la guerra, a Sasso Marconi, dove eravamo nascosti… di come mio padre e mio zio si fossero avventurati una notte verso Bologna  con il rischio della vita, solo per recuperare una Madonna e un asinello che mancavano per il presepe… è un ricordo vivissimo, è per me l’archetipo di tutti i miei Natali…chissà….”.

Sì, decisamente qualcosa di estremamente lontano dai cinepanettoni.