Olimpiadi: molte le iniziative in favore del Tibet e dei diritti umani

A ormai poche ore dall’inizio dei giochi olimpici di Pechino, si stanno moltiplicando le iniziative in sostegno della causa tibetana e, più in generale, in favore della libertà politica, culturale e religiosa nell’immenso paese asiatico. Iniziative di cui conviene fare quindi un rapido riassunto. Il vescovo coadiutore di Hong Kong, mons. John Tong, dalle colonne dell’Osservatore Romano spiega i “sentimenti ambivalenti” con i quali ha accettato di partecipare – quale rappresentante ufficiale della Chiesa cattolica – alla cerimonia di apertura dei Giochi. E mentre anche il Dalai Lama prega per successo dei Giochi, Assisi sarà invece protagonista oggi di un’iniziativa voluta dai radicali italiani intitolata “Diritti umani e valori olimpici: strumenti di pace per le nazioni del mondo e per il Tibet – Da Assisi al mondo un messaggio di pace e di nonviolenza”. Notizie contrastanti vengono dal fronte della libertà religiosa, per cui è da segnalare con favore un’iniziativa tutta italiana di cui c’è quindi da essere particolarmente fieri: si chiama A wisp for Tibet ed invita a tagliarsi una ciocca di capelli in solidarietà con la popolazione tibetana. L’iniziativa dispone anche di un canale su YouTube e di un gruppo in FaceBook. Poi non si può tacere del fatto che la bandiera del Tibet sventola anche sul ponte Milvio, luogo simbolico ove l’imperatore Costantino ebbe la celebre visione. E infine, vinca il migliore.

Cina, Olimpiadi e libertà religiosa: tra aperture e contraddizioni

A pochi giorni dall’apertura dei giochi olimpici di Pechino 2008, continua a far discutere la questione della libertà religiosa in Cina. Durante lo svolgimento dei medesimi, ma non solo. La questione è ben sintetizzata in un articolo del Foglio: il regime cinese si trova in pratica a dover navigare tra la Scilla della libertà religiosa (ufficialmente garantita dalle leggi statuali) e la Cariddi della propaganda di culto (vietatissima). “Per ovviare a questo –spiega il giornale si è deciso per due provvedimenti. Il primo è che non sarà consentito portare più di una Bibbia a persona. L’obbligo vale per atleti, tifosi e delegazioni sportive. Se saranno trovate copie in eccesso saranno requisite all’aeroporto di Pechino, al controllo dei bagagli”. “Il secondo provvedimento -spiega sempre il giornale- vuole invece dimostrare che in Cina c’è libertà religiosa. Ecco quindi che il Comitato organizzatore ha affidato a un’azienda inglese – la Bible Society di Swindon, vicino Bristol – il compito di coordinare un grande progetto editoriale. Dall’8 agosto verranno distribuite gratuitamente Bibbie e Nuovi Testamenti nel Villaggio olimpico di Pechino e delle altre città che ospiteranno le gare, comprese Shanghai e Hong Kong”. Nel frattempo si apprende che il Dalai Lama verrà ricevuto dal Senato francese durante i giochi e che lo stesso presidente americano Bush parlerà del tema della libertà religiosa. E c’è anche chi propone di boicottare la visione dei giochi per segnalare le gravi violazioni dei diritti umani da parte del governo di Pechino.

Cina: sport con il velo per le suore (ma non sono le Olimpiadi)

Corsa ad ostacoli, salto della corda, wrestling, 100 metri a staffetta, ma anche dama cinese e scacchi: a cimentarsi in questi sport, con tonache e velo, non sono stati atleti comuni ma oltre 40 suore cinesi e laici del nord-est della Cina, nella diocesi di Liaoning. L’evento si è svolto il primo ottobre scorso, ma è stato reso noto solo ora dall’agenzia cattolica Ucan, ripresa in Italia dall’agenzia Sir. Le suore del Sacro Cuore di Gesù hanno volutamente partecipato ai “Giochi e sport delle donne religiose” indossando i loro abiti, perché “quando le persone vedono che anche delle suore partecipano ai giochi si rendono conto che la nostra vita è dinamica e vivace”, ha detto suor Lu: “Vogliamo smentire che la vita religiosa è monotona, anche per attirare nuove vocazioni”. Secondo suor Xavier Li Ruilan, 80 anni, “concentrarsi in un gioco è qualcosa di simile alla vita spirituale: dobbiamo essere attente nonostante gli ostacoli a cui fare fronte”. Bella idea davvero, anche se gareggiare con gli abiti religiosi dev’essere decisamente scomodo. E se qualche organizzatore passasse per questi lidi, per favore prenda nota: il qui presente blogger è disponibile per una futura (e auspicabile) edizione. Categoria ciclismo su strada (o altre da concordare).