Ecumenismo: reso noto un vademecum per i rapporti tra cattolici e ortodossi

Si conclude oggi ad Ancona il convegno nazionale dei delegati diocesani per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Appuntamento che ha avuto quest’anno un tema in linea con quanto notavamo nel post precedente, cioè il fatto che la maggioranza degli immigrati in Italia professa la religione cristiana, in particolare quello di tradizione ortodossa. “L’ortodossia in Italia. Nuove sfide pastorali, nuovi incontri spirituali”: questo è stato quindi il tema su cui i delegati si sono confrontati per tre giorni stimolati anche dalla riflessione proposta dal card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano. Se si osserva la situazione attuale, ha sottolineato il cardinale, “constatiamo che la Chiesa continua ad essere segnata dalle divisioni che si sono prodotte nel corso dei secoli” tanto che “permane ed è sempre più urgente il compito di rendere testimonianza alla fede cristiana”. Una “testimonianza comune dei cristiani al Vangelo”, ha precisato il card. Tettamanzi, “oggi particolarmente urgente, in un contesto sempre più segnato dal pluralismo di religioni e di culture” che interpella “non le singole confessioni cristiane, ma il cristianesimo in quanto tale” chiedendo una risposta “il più possibile unitaria e corale”.

In concomitanza con i lavori del convegno è stato reso noto un vademecum “per la pastorale delle parrocchie cattoliche verso gli orientali non cattolici”, cioè verso gli ortodossi presenti in Italia. Il testo, redatto dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo diretto da don Gino Battaglia e per i problemi giuridici guidato da mons. Adolfo Zambon, è destinato prevalentemente ai parroci, agli operatori pastorali e ai responsabili delle istituzioni educative cattoliche e organizza tutta la disciplina vigente nella Chiesa cattolica sui “corretti rapporti” con i fedeli appartenenti alle diverse Chiese ortodosse. Il testo fa il punto su alcune indicazioni relative per esempio ai sacramenti, ai matrimoni misti e all’ammissione dei fedeli alla piena comunione nella Chiesa cattolica. I vescovi hanno ritenuto necessario mettere a punto questo strumento anche alla luce dei dati sull’immigrazione del 2009, secondo cui i cittadini stranieri regolarmente presenti in Italia ammonterebbero a circa quattro milioni e mezzo. Circa la metà degli immigrati sono cristiani: fra di loro i fedeli ortodossi erano stimati nel 2008 in circa un milione centotrentamila.

Un testo quindi che si propone di fare chiarezza su di un tema che sarà sempre più all’ordine del giorno.

Insegnamento della religione: polemiche in Russia per un progetto che favorirebbe l’Ortodossia

L’insegnamento della religione, si sa, è spesso fonte di polemiche. Solo che stavolta non stiamo parlando del nostro Paese, bensì della Russia, e la religione in questione non è il Cattolicesimo bensì l’Ortodossia. Secondo un sondaggio realizzato dal centro di ricerche specializzato Levada Center e i cui risultati sono stati diffusi dall’agenzia Asia News, infatti, la grande maggioranza dei russi (in una percentuale stimabile attorno al 70%) sarebbe favorevole all’introduzione di corsi sui “Fondamenti della cultura ortodossa” nelle scuole pubbliche del Paese. Come viene spiegato nell’articolo,”l’insegnamento della cultura ortodossa nelle scuole elementari e medie russe è diventato oggetto di dibattito pubblico da quando il ministero dell’istruzione ha annunciato il lancio di un progetto pilota per la “Formazione spirituale e morale” degli studenti. Dalla primavera di quest’anno 20mila classi in 12mila scuole della Federazione inseriranno nel loro curriculum formativo un corso dedicato alla studio di una religione a scelta tra cristianesimo ortodosso, islam, giudaismo o buddismo”.

Tutti d’accordo, dunque? Neppure un po’, in quanto le confessioni religiose non Ortodosse (specialmente l’Islam, ma non solo) stanno elevando le loro proteste nei confronti del progetto, reo tra l’altro di “imporre divisioni dei bambini in base alla loro religione”. Critiche vengono comunque anche dall’interno dello stesso mondo cristiano non Ortodosso, che accusa il Cremlino di “voler affermare la posizione dominante dell’ortodossia ai danni delle confessioni cristiane minoritarie”. Altre critiche si appuntano infine sulla volontà dei dirigenti moscoviti di favorire “il ritorno in auge delle religione ortodossa con lo scopo di affermarla come puro elemento di identità nazionale”. E qui (per la serie “tutto il mondo è paese”)  sembra veramente di essere tornati a casa.

Assisi: una giornata dedicata a Francesco e all’Oriente (con Alda Merini e Lucio Dalla in diretta)

“Assisi nuovo Oriente”: è la giornata di preghiera e riflessione insieme ai cristiani ortodossi promossa dal “Centro internazionale per il dialogo” dei frati minori conventuali con la partecipazione del Sacro Convento e dell’Istituto Teologico di Assisi in programma per oggi nella città del Poverello. Il programma prevede una serie di approfondimenti sul contributo di San Francesco e della città di Assisi nel dialogo con le Chiese ortodosse, con percorsi della ricezione del “volto di Francesco” nella spiritualità di Grecia, Russa e Romania.

I lavori cominceranno alle 9 per concludersi alle 17 con relatori sia cattolici che ortodossi provenienti da vari Paesi europei. In programma anche una mostra fotografica sul tema “San Francesco d’Assisi, ponte tra Oriente e Occidente”. Alle 19, nella basilica inferiore, si terrà una liturgia ecumenica durante al quale verrà eseguita l’Akolouthìa scritta dai monaci greci in onore di Francesco e musicata da P. Giuseppe Magrino, direttore della Cappella musicale della basilica.

Particolarmente interessante l’appuntamento delle 21 presso la basilica superiore: Lucio Dalla canterà le poesie di Alda Merini raccolte nel volume Francesco. Canto di una creatura, da lui musicate. Appuntamento che sarà visibile in diretta online qui.

Russia: in crescita la fede in Dio e l’appartenenza alla Chiesa ortodossa

Decenni di comunismo ateo non sono riusciti ad estirpare totalmente nel popolo russo la fede in Dio. È quanto si evince da un sondaggio svolto recentemente e i cui risultati sono stati resi noti da Asia News. Il 42% della popolazione russa si identifica infatti come religioso, il 33% “non molto religioso”, mentre afferma di non essere religioso affatto il 20% della popolazione. Altro dato estremamente interessante (perchè da tra l’altro la misura di quanto identità sociale ed identità religiosa finiscano a volte per coincidere) è quello relativo all’appartenenza alla Chiesa ortodossa. Appartenenza che, stando ai numeri del sondaggio, è in forte crescita: si sentono infatti membri di tale Chiesa ben il 71% degli intervistati ( dato che fra riflettere in quanto la percentuale era del 60% nel 2004 e del 69% nel 2007). Il dato va letto comunque in parallelo con il risultato del sondaggio che afferma che è in calo (dal 27% al 22%) la percentuale dei russi che ritiene che la Chiesa deve dare sostegno alla convivenza sociale, nazionale e politica. Ortodossi sì, nazionalisti pure, insomma, ma con una certa moderazione.