Il Papa: via libera ai cyber-preti nella nuova era digitale

Con un giorno di anticipo, è stato diffuso il messaggio papale per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, in programma per il prossimo mese di maggio. “Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale: i nuovi media al servizio della Parola”: questo il titolo e il tema del messaggio che si contraddistingue per un’apertura di credito nei confronto dei nuovi media che era forse finora mancata.

“Con la loro diffusione – scrive Benedetto XVI – la responsabilità dell’annuncio non solo aumenta, ma si fa più impellente e reclama un impegno più motivato ed efficace. Al riguardo, il Sacerdote viene a trovarsi come all’inizio di una ’storia nuova’, perché, quanto più le moderne tecnologie creeranno relazioni sempre più intense e il mondo digitale amplierà i suoi confini, tanto più egli sarà chiamato a occuparsene pastoralmente, moltiplicando il proprio impegno, per porre i media al servizio della Parola”. Tra i nuovi media il Papa cita in particolare video, animazioni, blog e siti Web, attraverso i quali “il sacerdote potrà far conoscere la vita della Chiesa e aiutare gli uomini di oggi a scoprire il volto di Cristo, coniugando l’uso opportuno e competente di tali strumenti, acquisito anche nel periodo di formazione, con una solida preparazione teologica e una spiccata spiritualità sacerdotale”.  Interessante anche il passo in cui si parla dei cosiddetti “lontani”: “Una pastorale nel mondo digitale è chiamata a tener conto anche di quanti non credono -scrive infatti Benedetto XVI- sono sfiduciati e hanno nel cuore desideri di assoluto e di verità non caduche, dal momento che i nuovi mezzi consentono di entrare in contatto con credenti di ogni religione, con non credenti e persone di ogni cultura”.

Insomma, per una volta tanto il Web viene promosso “senza se e senza ma”, anche se per arrivarci ci è voluto del tempo.

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Il Papa in vacanza e i (troppi e inutili) giornalisti

“Il bello di un blog tematico è non essere un diario troppo personale, che sotto sotto interessa solo ai tuoi amici intimi – e ai tuoi nemici giurati che non vedono l’ora di inzuppare il pane nei fatti tuoi. Eppure qualche volta verrebbe voglia di sfuggire al rigore (autoimposto) e fare uno strappo alla regola”. Così scriveva giorni fa la mia amica Sandra Biondo nel suo blog. E siccome neppure questo è un blog personale e però anche il sottoscritto ha voglia di fare un’eccezione, allora facciamola. Anche perché poi, in fin dei conti, è un’eccezione solo a metà. Il Papa è in vacanza a Bressanone e questo si sa, anche perché ci hanno fatto una testa così e se si gugola un po’ si ottengono quasi 1000 pagine di nulla. Quello che non si conosceva era il numero di giornalisti e tecnici al suo seguito. Ora, da Luigi Accattoli (che è uno di loro) si apprende che sono ben 260. Duecentosessanta. Ma 260 è una cifra enorme. Esagerata. Spropositata. Una cifra che da scandalo nel senso più pieno ed evangelico del termine. Personalmente, essendo un po’ del mestiere, pensavo fossero in tanti, ma non “così” tanti. 260 persone che per ben due settimane avranno il compito a tempo pieno di seguirne una la cui attività principale (e questa non è una critica, sia chiaro) è quella di andarsene a spasso. Ma perché non vanno ad occuparsi di questioni più importanti? Come dar torto, quindi, ad un commentatore dello stesso Accattoli che così scrive: “Più papisti del papa: purtroppo è una razza in crescita. Razza in crescita, sulla quale la carta stampata tout court continua a riempire di nulla miliardi di paginate al piombo che davvero non valgono il sacrificio delle piante che producono la carta e del pianeta che deve sopportare l’impatto pesante di tanti quotidiani di nulla infarciti”. E quindi ci vorrebbe che davvero il Papa facesse un’uscita a sorpresa, magari domenica prossima all’Angelus. Che si affacciasse alla finestra e dicesse più o meno così: “Cvari frateli e sorele giornalisti, fi rincrazio per essere così numerosi a seguire le facanze del Papa. Però forse siete un po’ troppi. Fi prego, andate ad ocuparvi di questioni più importanti e lasciatemi in pace. E ora fi do la mia benedizione”.

Purtroppo non accadrà.

E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago

che il Papa vada a leggere la Bibbia a Domenica In