“Chiese strumento di pace?”: i cristiani italiani a convegno oggi a Milano

Dal 17 al 25 Maggio 2011 si svolgerà a Kingston, in Jamaica, una nuova Convocazione ecumenica internazionale indetta dal Consiglio Ecumenico delle Chiese, la seconda nella storia del movimento ecumenico, dedicata al tema della pace e intitolata “Gloria a Dio e pace sulla terra”. La Convocazione è una nuova e importante tappa del cammino di comunione e di reciproco impegno delle Chiese su “Pace – Giustizia – Salvaguardia del Creato” nato a metà anni 80 e verrà preceduta da svariati incontri preparatori.

Uno di questi, dal titolo: “Chiese strumento di pace?” si svolge oggi a Milano, presso l’auditorium della Corsia dei Servi, è promosso da Federazione delle Chiese evangeliche italiane, Sae, Centro ecumenico europeo per la pace, Pax Christi, Beati i costruttori di pace, Cipax, Movimento internazionale per la riconciliazione e altre istituzioni cattoliche, in collaborazione con Confronti, Riforma, Mosaico di pace e Cem mondialità. In programma anche una tavola rotonda con Brunetto Salvarani, Paolo Ricca, Serena Noceti ed Evangelos Ylantidis. Il convegno si tiene in concomitanza con la Conferenza internazionale di Edimburgo, che celebra il centenario dello storico evento che iniziò il movimento ecumenico mondiale. “Il nostro mondo è profondamente ferito dalle guerre, ma anche dalla distruzione della natura e dalla rapina delle risorse naturali, beni comuni dell’umanità intera. Imparare a vivere in pace tra i popoli e con il pianeta è oggi una delle urgenze che attraversano la fede cristiana”, dicono i promotori.

I lavori prenderanno spunto da una citazione del 1934 del pastore evangelico Dietrich Bonhoeffer che sognava una resistenza non violenta che avesse come protagoniste le chiese: “I popoli siano lieti per questa Chiesa di Cristo che toglie di mano ai propri figli le armi in nome di Cristo, impedisce loro la guerra e invoca la pace di Cristo sul mondo impazzito”.

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Salone del Libro: in mostra anche le ultime novità dell’editoria religiosa

A Torino ha preso il via la ventitreesima edizione del Salone del Libro, uno dei maggiori eventi nel settore in Europa, e all’appuntamento sarà presente come ovvio anche l’editoria religiosa per presentare le sue ultime novità. Paese ospite di quest’anno della kermesse torinese è l’India e anche il tema è particolarmente stimolante: “La memoria, svelata”. Proprio al Paese asiatico è dedicato un appuntamento che si tiene oggi: “L’India della spiritualità. Le idee filosofiche e religiose che hanno appassionato l’Occidente”, mentre alla memoria sarà dedicata una lectio magistralis sulle religioni del ricordo («Fate questo in memoria di me») tenuta dal noto biblista e presidente del Pontificio consiglio della cultura Gianfranco Ravasi.

Da segnalare anche l’incontro “Educazione e libertà. Gli adulti di fronte alla sfida educativa”, organizzato da Effatà Editrice, in collaborazione con l’Associazione Sant’Anselmo ed il Servizio  per il Progetto Culturale della Cei e la presentazione del romanzo di Fabio Brescia “Tienimi per mano”, edito dalla Luciano editore Napoli, con un dibattito a più voci sulla genitorialità omosessuale. Sarà l’occasione per ascoltare tre diversi approcci al tema in cui però l’essere cattolici è uno degli elementi che unisce ma anche uno degli ostacoli da affrontare su questo tema. Interverranno, infatti, Valter Danna, preside della Facoltà Teologica di Torino, incaricato dalla Diocesi di Torino del dialogo tra chiesa e i gruppi omosessuali cristiani torinesi, e autore del libro fede ed omosessualità; Franco Caldera, membro del gruppo di lavoro per la stesura del libro fede ed omosessualità; Antonio De Chiara, portavoce del gruppo di persone omosessuali cristiane Ponti Sospesi di Napoli.

Non solo editoria cattolica, comunque: il Salone di quest’anno sarà infatti anche l’occasione per presentare il libro ‘Il Misericordioso’ di Yahya Pallavicini, presidente della Coreis, il quale ha affermato che “Presentare ‘Il Misericordioso’ in un contesto interreligioso rappresenta un’occasione significativa di conoscenza reciproca e dialogo nella sacralità tra cristiani e musulmani”. Anche gli evangelici italiani sono presenti a Torino con le loro editrici La Casa della Bibbia e Claudiana a presentare le loro ultime novità.

A piedi sulle orme di Lutero e a cavallo sulle tracce di Padre Pio

Anche lo sport può aiutare il dialogo tra religioni e confessioni diverse: questo devono aver pensato gli ideatori e gli organizzatori di due originali manifestazioni, la prima delle quali partita da poco tempo mentre la seconda è prevista per il prossimo 28 aprile.

Nel primo caso si tratta di “Von Luther Zum Papst” (“Da Lutero al Papa”): venticinque corridori di cinque diverse nazioni (Germania, Polonia, Italia, Stati Uniti e Kenya) sono partiti da Lutherstadt Wittenberg, in Germania, per raggiungere la Città del Vaticano. La distanza, circa duemila chilometri, sarà coperta in 15 tappe. Al loro arrivo a Roma il 21 aprile, i partecipanti saranno ricevuti da Papa Benedetto XVI. L’idea alla base di questa maratona è di ripercorrere, a distanza di cinquecento anni, il cammino verso Roma di Martin Lutero sostituendo le divisioni e rotture, seguite al primo viaggio, con l’armonia e la volontà di riunire uomini di razza e religioni diverse nello stesso percorso quest’oggi. La staffetta ha anche uno scopo benefico: grazie alla partecipazione di due maratoneti del Kenya, infatti,  verranno raccolti fondi per aiutare le vittime dei conflitti civili in Kenya.

Nel caso della seconda manifestazione si tratta invece del Primo itinerario religioso a cavallo Pietrelcina – San Giovanni Rotondo: cinque giorni di trekking a cavallo o in bicicletta sui luoghi legati alla presenza e alla vita di Padre Pio.

Muro di Berlino: decisivo (anche se misconosciuto) il ruolo delle chiese tedesche

I festeggiamenti per il ventesimo anniversario della caduta del Muro di Berlino raggiungeranno oggi il loro culmine. Era infatti il 9 novembre 1989 quando il grido «Die Mauer ist geöffnet» (il muro è aperto) riecheggiò in Germania e nel mondo intero. A Berlino, i festeggiamenti inizieranno con una celebrazione ecumenica che si terrà presso  la Gethsemanekirche, la chiesa presso la quale si riunivano gli allora esponenti della dissidenza tedesco-orientale.

È proprio il ruolo delle chiese protestanti ad aver provocato accese discussioni negli ultimi tempi in Germania. A parere di alcuni loro esponenti, infatti, il decisivo contributo da queste dato agli eventi che portarono in seguito  alla decisione di abbattere il Muro è decisamente sottovalutato. Come osservato dal teologo Richard Schroder, “nei media sembra che il Muro sia caduto senza alcuna storia pregressa. L’opinione pubblica della Germania, soprattutto di quella occidentale, non ha una chiara percezione del ruolo delle Chiese”.  Per Werner Schulz, ex dissidente e oggi europarlamentare ”la rivoluzione pacifica fu anche, nella sua essenza, una rivoluzione protestante. Il suo slogan di ‘non violenza’ era l’essenza del Sermone della montagna, il passaggio più rivoluzionario del Vangelo. Le chiese protestanti furono i ‘campi base’ della rivoluzione. La gente andava dalle preghiere per la pace alla proteste in strada con serietà protestante, con disarmante ragionevolezza e disciplina”. Un’accurata ricostruzione degli eventi è tra l’altro fornita dal giornalista tedesco Joachim Jauer in un articolo apparso sul mensile Tracce.

Il portavoce vaticano Padre Federico Lombardi, mette invece l’accento sul ruolo svolto da Giovanni Paolo II ricordando come “la fede cristiana aveva dimostrato di aver contribuito ancora una volta all’unione e alla civiltà del continente, superando la prova crudele dell’ateismo di Stato”.

Donne pastore: più istruite ma meno pagate dei loro colleghi uomini

Il problema (anche se sarebbe più esatto parlare di vero e proprio scandalo) delle differenze salariali tra uomo e donna, è ben lungi dall’essere risolto. Ancora troppo spesso accade, infatti, che a parità di mansioni svolte, le donne si ritrovino una busta paga ben più magra dei loro colleghi uomini. Del problema si è occupata tra l’altro anche la Commissione Europea, la quale ha lanciato un’apposita campagna conclusasi lo scorso mese di agosto.

Il problema è comunque bel lungi dall’essere risolto e non riguarda soltanto le professioni “classiche”, come evidenzia un sondaggio svolto dall’istituto di ricerche specializzato americano Barna Group di cui da notizia l’agenzia ICN-News. La ricerca (svolta nell’ambito delle Chiese cristiane che ammettono il pastorato femminile) mette infatti in luce che le donne  sono “discriminate sul piano salariale: nel 2009, il salario medio di una donna pastore si aggira sui 45.300 dollari (pari a 31.000 euro) contro i 48.600 dollari degli uomini”. Il dato ha come attenuante il fatto che negli ultimi anni “lo stipendio dei pastori è aumentato del 21%, mentre quello delle donne nel ministero è salito del 30%”, ma come aggravante c’è da mettere sull’altro piatto della bilancia il fatto “che in genere le donne pastore hanno un grado di scolarizzazione più elevato rispetto ai colleghi maschi. Al momento il 77% delle donne pastore hanno una laurea in teologia rilasciata da un Seminario, contro il 63 degli uomini”.

Passi ancora lunghi per la parità salariale, insomma, anche in chiesa.

Calvino, Internet e il segreto bancario

Che le religioni abbiano influenza sui più svariati settori della vita pubblica (anche su quelli apparentemente più lontani da essa) già si sapeva. Ma ecco che questa cosa sarà forse in grado di stupire comunque. Difficile pensare infatti ad un legame tra due realtà apparentemente così distanti come il segreto bancario (ora tornato di moda per via della lotta ai paradisi fiscali) e il mondo protestante declinato nella sua versione calvinista. Eppure il legame c’è, come dimostra un’interessante intervista rilasciata da   Xavier Comtesse, studioso della problematica.

<<“Segreto bancario” è un termine improprio –spiega infatti lo studioso-  sarebbe infatti più corretto parlare di “protezione della sfera privata da parte della banca”. Questo tipo di protezione legale non esiste solo in Svizzera. In Francia, ad esempio, una moglie non è autorizzata a ricevere informazioni sui conti bancari del marito in quanto, secondo la legge, appartengono alla sfera privata di quest’ultimo. Noi svizzeri ci siamo semplicemente spinti un passo più in là, premunendoci anche da un’eventuale arbitrarietà dello Stato. Questo modo di pensare trae origine dal protestantesimo che, all’epoca di Calvino, mirava a proteggere la gente dai soprusi della potente Chiesa cattolica”.

E il celebre teologo  non sarebbe solo alla base della riservatezza bancaria, ma pure della nascita di Internet, che non ha caso ha visto la luce a Ginevra. Come spiega sempre Comtesse sul finire dell’intervista, “la rete delle reti rispecchia i dettami calvinisti nella misura in cui consente alla base, ossia alla popolazione o all’utente, di accedere direttamente alle informazioni”.

Davvero incredibile dove va ad infilarsi la teologia.

USA: sono gli afroamericani i più religiosi, afferma uno studio

Non c’è dubbio che uno dei principali motivi sia anche l’elezione di Barack Obama alla Casa Bianca, fatto sta che l’interesse per il ruolo degli afroamericani nella società americana sia in vertiginoso aumento. Come dimostra un interessante studio della società di ricerche PewForum sulla religiosità dei neri negli USA.

L’analisi suggerisce che gli afroamericani sono in generale da considerarsi molto più attenti alle tematiche religiose rispetto al totale della popolazione (e si badi che quella americana è già in generale una società assai attenta a tali tematiche). Tale interesse è manifestato sia dal livello di affiliazione ad una particolare religione, sia dalla frequenza nella preghiera, sia dall’importanza data dalla religione nella propria esistenza.

In particolare, circa 8 neri su 10 (per l’esattezza il 79%) affermano che la religione è molto importante per la loro vita, mentre la percentuale scende al 56% se rapportata al totale della popolazione. Mentre un 39% della popolazione americana adulta frequenta regolarmente un luogo di culto, la percentuale schizza al 53% considerando solo gli afroamericani. Similmente, se un 58% di americani afferma di pregare regolarmente almeno una volta al giorno, per i neri la percentuale sale al 76%.

L’inchiesta fa anche notare che il 78% dei neri americani sia di religione protestante a fronte di una percentuale del 51% se il raffronto viene fatto con il totale della popolazione.