A Barcellona il XXVI Incontro internazionale di preghiera per la pace

Si svolgerà dal 3 al 5 ottobre a Barcellona il XXVI Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace. Promossa dalla Comunitá di Sant’Egidio in collaborazione con l’arcidiocesi catalana, è l’occasione per  tre giorni di conferenze, dibattiti e tavole rotonde sui temi della concordia tra i popoli, del dialogo interreligioso,  della ricerca di risposte per uscire da un decennio segnato prima dal terrorismo e poi dalla crisi economica internazionale.
Il tema dell’Incontro è “Vivere insieme in un tempo di crisi. Famiglia di popoli, famiglia di Dio”. “L’incontro – ha detto il card. Lluís Martínez Sistach, arcivescovo di Barcellona – è uno degli avvenimenti religiosi di grande importanza” per la città quest’anno, insieme, ovviamente, alla visita di Benedetto XVI per consacrare il tempio della Sagrada Familia il 7 novembre. L’iniziativa della Comunità di Sant’Egidio, ha sottolineato il porporato, è “un incontro sincero, nel rispetto dell’identità specifica di ciascuna religione”, nel quale tutti insieme, però, chiedono “a Dio il dono della pace”. L’obiettivo dell’incontro, ha aggiunto il cardinale, “consiste nel promuovere il perdono e la riconciliazione, e nel lottare contro la violenza, il razzismo, il totalitarismo e l’estremismo che deturpano l’immagine di Dio nell’uomo”.
Significative saranno le presenze ecumeniche, dal Patriarcato di Mosca al Consiglio ecumenico delle Chiese, con presenze ai vertici della Federazione luterana mondiale e del Consiglio metodista mondiale. Molte le presenze ebraiche e musulmane (da 16 paesi) e dalle grandi religioni asiatiche.
Questo il programma dei tre giorni di lavori, che saranno visibili interamente online.

Spagna: laici sì, ma sempre interessati a Dio

Nonostante le massicce dosi di laicismo iniettate ormai da anni dal governo Zapatero nella società spagnola, nella medesima sembra crescere l’interesse per Dio e per il sacro in generale. È quanto si apprende da un interessante reportage pubblicato da El Pais, che riferisce tra l’altro del vertiginoso aumento di libri aventi nel titolo la parola “vangelo”: ben 463 nell’ultimo decennio, quasi il doppio di quello precedente. Nell’articolo si cita in particolare il caso di Gesù. Un approccio storico, un corposo saggio di 500 pagine che ha venduto ben 50.000 copie in sette mesi (e che ha ricevuto tra l’altro attenzioni non proprio benevole da Roma). Altro caso eclatante è quello di Juan Arias e del suo Gesù, il grande sconosciuto, giunto alla ventiquattresima edizione. In generale, come si sottolinea nell’articolo, sono i libri che mescolano eterodossia, trasgressione e mistero quelli che “tirano” di più (basti pensare tra l’altro al clamoroso successo del Codice da Vinci). Come spiega un esperto del settore, una delle motivazioni della cosa è che la gente, non avendo tempo di leggere tutto ciò che vorrebbe, sceglie ciò che sembra offrire contemporaneamente intrattenimento ed apprendimento. Né si creda che questa corrente “revisionista” riguardi solo il cristianesimo: ce ne sono chiari segni anche riguardo all’islam, anche se la letteratura al riguardo è ancora scarsa. Quest’ultimo è un dato che differenzia la situazione spagnola da quella italiana, ma chissà: forse è solo questione di tempo e la lacuna sarà colmata.

Spagna: una parrocchia inaugura la “24 ore no stop”

“Chiuse come chiese quando ti vuoi confessare”, cantava Antonello Venditti in una celebre canzone di alcuni anni fa. E l’esempio era dimostrazione lampante di come le medesime non siano certamente note per l’orario di apertura particolarmente ampliato. In effetti, complice anche la paura per i continui furti, è sempre più facile trovare le porte di chiese e basiliche sbarrate che aperte ed accoglienti come sarebbe opportuno che fosse. È quindi da salutare con favore l’iniziativa di una chiesa spagnola che va decisamente controcorrente. La parrocchia di San Francesco di Assisi, nella valenziana Cullera, nell’ambito delle celebrazioni per il proprio venticinquesimo anniversario di fondazione, ha infatti deciso di tenere aperti i battenti dei propri portoni per ben 24 ore su 24. L’iniziativa, resa possibile grazie all’impegno di numerosi volontari, sembra aver riscontrato il gradimento soprattutto dei numerosi turisti che in estate affollano la bella regione spagnola, come afferma il parroco Juan Carlos Alemany. Bella iniziativa, e se la cosa non rischiasse di suonare blasfema, la si potrebbe tranquillamente definire una “movida spirituale”.