A Roma la nona edizione del Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra

Prenderà il via il prossimo 23 ottobre la nona edizione del Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra, che si terrà come di consueto nelle più importanti basiliche romane: San Pietro, San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura, Santa Maria Maggiore e Sant’Ignazio di Loyola. La manifestazione è promossa e organizzata dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, che prosegue così la sua attività istituzionale finalizzata al recupero e valorizzazione dell’arte sacra e del grande repertorio musicale legato ai luoghi che ospitano i concerti del Festival. Dopo i tredici progetti già portati a termine nelle Basiliche papali, tendenti alla conservazione di luoghi e opere d’arte di incommensurabile valore, da segnalare quest’anno, in collaborazione con la Fabbrica di San Pietro, i lavori di restauro del prospetto meridionale della Basilica Vaticana – nel terzo lotto, relativamente al manufatto centrale a croce greca della Basilica, progettato nel Cinquecento da Michelangelo, mentre il primo lotto, già concluso, e il secondo lotto, in corso d’opera, riguardano l’impianto secentesco aggiunto dal Maderno – e quelli relativi al recupero del Mausoleo “dei Marci” nella Necropoli Vaticana.
Per quanto riguarda l’aspetto più propriamente musicale, punta di diamante di questo festival è la presenza dei Wiener Philarmoniker, una delle orchestra più celebrate del mondo, che si esibirà il 25 ottobre sotto la direzione di Andris Nelsons per un programma che vede oltre Mozart e Haydn lo straordinario misticismo del Preludio del I atto del Parsifal di Wagner.
Ci sarà poi il Coro della Cattedrale di Saint Patrick di New York diretto da Jennifer Pascual che interverrà alla tradizionale S.Messa Solenne celebrata dal Cardinal Comastri (23 ottobre) ed eseguirà a Sant’Ignazio, il 24 ottobre alle 17, un concerto di Polifonia Sacra. Altro complesso importante sono i Fiati del Duomo di Magonza che parteciperà anch’esso alla Messa Solenne per poi eseguire, il 24 ottobre alle ore 21 a San Giovanni, un programma dedicato a musiche per fiati ed organo.
Chiusura del Festival presso la Basilica di Santa Maria Maggiore il 26 ottobre affidata a complessi tedeschi, tradizionalmente molto sensibili alla musica soprattutto. Sono il Bach-Chor, Siegen Philharmonie Südwestfalen – Landesorchester Nordrhein-Westfalen con un programma nel quale spicca la Messa di Santa Cecilia di Charles Gounod.

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A Roma il Caravaggio torna nelle sue chiese

“Dialoghi con Caravaggio nelle sue chiese”. È l’iniziativa che l’Ufficio catechistico della diocesi di Roma promuove, da stasera 15 ottobre, in quattro chiese del centro storico per commemorare i 400 anni dalla morte di Michelangelo Merisi. Un evento pensato per i catechisti e gli educatori ma che si rivolge anche al grande pubblico.
L’obiettivo – spiega il direttore dell’Ufficio diocesano, mons. Andrea Lonardo – è “mostrare la vera novità espressiva di Caravaggio: in uno dei suoi quadri più famosi, ‘La Madonna dei Pellegrini’, il mondo divino della Vergine e del Bambino si offre ad un’umanità che ha i piedi sporchi, non ad una umanità idealizzata e irreale”.Il primo appuntamento è a San Luigi dei Francesi con “Le storie di San Matteo” (con Rossella Vodret, soprintendente per il Patrimonio storico e artistico e per il Polo museale della capitale). Il 22 ottobre, a Santa Maria del Popolo, con “La crocifissione di San Pietro e la conversione di San Paolo” (con Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, e Timothy Verdon, docente di storia dell’arte alla Stanford University e alla Facoltà teologica dell’Italia centrale). Il 29  a Sant’Agostino in Campo Marzio, con “La Madonna dei Pellegrini”. Ultimo appuntamento il 4 novembre, a Santa Maria in Vallicella, con “La deposizione”.
Un’altra interessante iniziativa dedicata a Caravaggio, prenderà il via il prossimo 30 ottobre a  Napoli: il videoartista Bill Viola installerà alcune sue opere mettendole in ideale confronto e dialogo con quelle del grande maestro lombardo.

A Roma il Festival internazionale di letteratura ebraica

La Casa dell’Architettura di Roma ospiterà dal 9 al 13 ottobre prossimi, la terza edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica, curato da Ariela Piattelli, Raffaella Spizzichino e Shulim Vogelmann.  La kermesse letteraria ospiterà intellettuali e scrittori da tutto il mondo, confermando la sua natura di appuntamento culturale dinamico e creativo che non si limita alla letteratura in senso stretto ma spazia dalla parola scritta alla relazione di questa con l’arte, il cinema, il teatro e la musica.

Nelle sue precedenti edizioni il Festival ha visto la partecipazione di migliaia di cittadini ed ha avuto una straordinaria visibilità mediatica, ospitando autori come Benny Morris, Nathan Englander, Etgar Keret, Corrado Augias, Erri De Luca, Claudio Magris, Lizzie Doron , Maurizio Molinari, Meir Shalev.

La terza edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica nasce dal desiderio di raccontare, attraverso la voce degli scrittori e dei libri, come l’ebraismo affronta e risponde ai quesiti più attuali che coinvolgono la nostra società all’alba del XXI secolo. Tra gli ospiti di questa edizione, Paolo Giordano intervisterà Ron Leshem, autore del provocatorio “Tredici soldati”, sullo scrivere, sull’essere giovani scrittori e su Israele; la divulgatrice cabbalistica di origine eritrea Yarona Pinhas sarà la guida di un affascinante viaggio nella mistica ebraica; il rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, e il maggiore esperto italiano di Cabbalà, Giulio Busi, risponderanno alle domande e alle curiosità sull’argomento; Manuel De Sica e Alain Elkann introdurranno la proiezione del film “Il giardino dei Finzi Contini”, di cui sarà presentato anche il progetto di digitalizzazione; Edoardo Albinati intervisterà Ronny Someck, considerato tra i più originali e sensibili poeti israeliani; Meir Shalev, intervistato da Simonetta Della Seta, racconterà in esclusiva il suo ultimo romanzo “È andata così”; Sergio Campailla e Benedetto Carucci ricorderanno la figura di Carlo Michelstaedter a 100 anni dalla morte; Daniel Vogelmann presenterà il suo libro di barzellette, mentre Enrico Vanzina racconterà dell’influenza dell’umorismo ebraico sul Cinema, e a moderare sarà Bruno Gambarotta; Alessandra Farkas incontrerà l’autrice americana Erica Jong sulla letteratura ebraica americana al femminile; lo scrittore e umorista inglese rivelazione letteraria degli ultimi anni, Howard Jacobson, sarà intervistato da Alessandro Piperno, in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo “Che cos’è l’amor”.

Sarà il “Timor di Dio” il tema della terza edizione di “Divinamente Roma”

“Chiunque abbia iniziato un percorso di conoscenza sa che l’unica vera mutazione, per una definitiva conversione dell’umanità a una possibile armonia e alla pace, comincia da se stessi: l’unico possibile punto di partenza per una risurrezione collettiva, forse il più difficile”. Così Pamela Villoresi, che lo ha ideato e ne ha la direzione artistica, presenta l’edizione 2010 di “Divinamente Roma. Festival internazionale della spiritualità”, in programma nella capitale dal 27 marzo al 5 aprile prossimi.

Filo conduttore di questa terza edizione del festival sarà il Timor di Dio: “Il canto, la preghiera, il mito, il teatro, raccontano spesso dello smarrimento dell’uomo nei confronti di una forza inconoscibile e terrifica, di una volontà forte, immensa, che nel dispiegare il suo volere, non tiene in nessun conto l’essere umano – dichiara ancora Pamela Villoresi –. Questo timore, questa dichiarata fragilità dell’uomo riempiono infinite pagine del rapporto tra l’uomo e Dio”. L’appuntamento inaugurale della manifestazione avrà luogo nei Musei Capitolini, dove risuoneranno le note de ‘Il cammino dell’anima’, viaggio mistico-musicale in cui due musicisti di origine russa, il clarinettista Anton Dressler ed il pianista Uri Brener, guideranno il pubblico in un percorso che si snoda attraverso la Rapsodia di Debussy, la Meditazione di Massenet e il Kaddish di Ravel, ma che lascia spazio anche a composizioni originali e ad altri stili quali la musica contemporanea e popolare, l’improvvisazione e il jazz, la musica dei trovatori, ebraica e klezmer.

Il successo delle passate edizioni della manifestazione romana è dimostrato anche dal fatto che per il secondo anno consecutivo il festival trasferisce il suo format oltreoceano, dando vita a Divinamente New York – International Art Festival on Spirituality (dal 22 al 26 aprile) che, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di New York, ospiterà una selezione degli spettacoli e degli artisti presentati a Roma.

Arte e spiritualità: al via la seconda edizione di “Divinamente Roma”

Dopo il successo della prima svoltasi lo scorso anno, dal prossimo 3 aprile fino al 13 dello stesso mese è stata messa in calendario la seconda edizione di “Divinamente Roma”, che si autodefinisce come “Festival internazionale della spiritualità”. Si tratta di una iniziativa ideata dall’attrice Pamela Vittoresi che, all’atto della presentazione ha affermato come le dodici manifestazioni in programma “coinvolgono tutte le forme d’arte. In particolare quest’anno, oltre alla danza, al teatro e alla musica, prederà parte all’interno della kermesse anche la cosiddetta architettura visuale. Un’altra forma d’arte per dar voce alla spiritualità. Il nostro obiettivo è quello di essere dei grilli parlanti e portare un messaggio di pace. L’Italia può essere una fucina di dialogo, un luogo di conoscenza tra culture e religioni diverse”.

L’iniziativa è senz’altro degna di nota e se si può segnalare un neo è quello della data, che coincide in massima parte con la Settimana Santa, periodo già denso di impegni. La coincidenza non dve comunque essere casuale, visto che la medesima attrice ha affermato che “chiunque abbia iniziato un percorso di conoscenza sa che l’unica vera mutazione, per una definitiva conversione dell’umanità a una possibile armonia e alla pace, comincia da se stessi: l’unico possibile punto di partenza per una risurrezione collettiva, forse il più difficile”.

Sempre sul fronte “arte – spiritualità”, un’altra iniziativa degna di menzione è Creator, un interessante progetto di musica sacra che prevede, sempre per il prossimo 3 aprile, la messa in scena di quel capolavoro haydiniano rappresentato da “Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce”.