Fede e comunicazione 2.0: alcuni possibili risposte

Come esprimere e proporre adeguatamente la fede in un mondo in cui dominano i media?

All’interrogativo cerca di dare una risposta John Flynn in un articolo apparso sull’agenzia  Zenit.  Partendo dall’assunto che troppo spesso  i  media sono inadeguati a parlare di temi religiosi, Flynn delinea alcune possibili risposte tratte soprattutto dal mondo evangelico (ma sarebbe forse meglio dire evangeli cale) americano ma applicabili a qualsiasi religione che voglia approcciarsi in modo adeguato ai media.

Basilare “è il fatto che l’atteggiamento del pubblico è molto cambiato. In passato, i rappresentanti delle Chiese e gli operatori cristiani rispondevano alle richieste del loro pubblico e sapevano che il pubblico avrebbe ascoltato. Per contro, oggi è il pubblico che domanda e la sfida è di fare in modo che ascolti e risponda”.  Interessante è il constatare come i concetti basilari del Web 2.0 abbiamo plasmato la mentalità dei più: “La generazione precedente era contenta di poter ascoltare le ultime omelie, ma quelli del Millennio vogliono prendere parte al dialogo e vogliono poter rispondere, altrimenti non sono interessati”.

Tra le raccomandazioni contenute nello scritto, quella di dare più potere alle immagini e il non dare valore esclusivamente ai messaggi negativi.  Infine, dare senso:  “Ciò che dobbiamo fare è mostrare alla cultura che non siamo contro di loro, che abbiamo una storia interessante e che questa può cambiare la loro situazione”.

Sfide difficili, ma non per questo (anzi, proprio per questo) appassionanti.

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Orvieto: al via il festival Internazionale d’Arte e Fede

Da ormai quattro anni, ad Orvieto, la settimana che precede la festività del Corpus Domini è caratterizzata da una manifestazione denominata Festival Internazionale d’Arte e Fede. Durante il festival sono proposte mostre, spettacoli, concerti, incontri, conferenze, attività incentrate sui temi dell’arte e della fede e sul rapporto tra di esse oggi, a livello erudito e popolare allo stesso tempo, con un taglio interculturale ed ecumenico.

Il ciclo di appuntamenti prende il via stasera con la presentazione del libro “Indagine su Gesù” di Antonio Socci (a cui sarà presente l’autore). Il programma del festival Internazionale d’Arte e Fede prosegue domani alle 18 presso la Nuova Biblioteca Pubblica con l’incontro con un’ospite d’eccezione, la scrittrice Susanna Tamaro che parlerà di “Parola che crea e parola creativa”.
Venerdì 12 giugno alle 17.30 in Duomo si terrà il momento celebrativo della figura di San Paolo, con l’esegesi “Damasco: l’origine dell’Evangelo Paolino della grazia” tenuta dal biblista Giuseppe Pulcinelli e a seguire la testimonianza di Claudia Koll. Da segnalare inoltre, in chiusura di rassegna, sabato 13 giugno alle 21 presso il Monastero di San Paolo ad Orvieto (sede del Gordon College), l’installazione d’arte contemporanea del pittore Bruce Herman, accompagnata da una performance teatrale-musicale diretta dalla regista americana Karin Coonrod con musiche di Paul Vasile.

In ricordo di Mons. Romero si celebra oggi la Giornata dei missionari martiri

Il 24 marzo, anniversario dell’assassinio di Mons. Oscar A. Romero (1980), Arcivescovo di San Salvador, da ormai diciassette anni si ricordano anche tutti i missionari che sono morti nel mondo al servizio del Vangelo. L’iniziativa, nata nel 1993 ad opera del Movimento Giovanile Missionario delle Pontificie Opere Missionarie italiane, si è estesa ormai a diversi altri Paesi.

Sull’impulso del Grande Giubileo dell’Anno 2000, oggi sono molte le diocesi e gli istituti religiosi che dedicano un momento dell’anno a ricordare i propri missionari “martiri”, nell’accezione più ampia di questo termine.

Nell’Anno Paolino, il tema scelto per la XVII Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei missionari martiri (“In carcere per Cristo, liberi di amare”) invita quest’anno a riflettere sull’esperienza missionaria dell’Apostolo delle Genti: “Nei suoi scritti Paolo più volte rivendica di avere patito in varie forme sofferenze per Cristo e nello stesso tempo di avere patito anche per la sua ‘preoccupazione per tutte le Chiese’, per le quali invocava dal Signore con una sofferenza quasi fisica il dono della fedeltà al Vangelo ricevuto” ha affermato don Gianni Cesena, Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Italia.

Qui un elenco dei missionari uccisi nel corso del 2008 e negli anni precedenti.

Scienza e fede: al via un convegno sull’evoluzionismo nel bicentenario darwiniano

Davvero importante il convegno internazionale che si apre oggi a Roma dal titolo <<L’evoluzione biologica: fatti e teorie. Una valutazione critica 150 anni dopo “L’origine delle specie”>>. Organizzato nell’ambito del Progetto STOQ (Scienza, Teologia e Ricerca Ontologica) dalla Pontificia Università Gregoriana in collaborazione con la University of Notre Dame, sotto l’alto patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, il convegno merita attenzione perché potrebbe rappresentare un’autentica pietra miliare nel delicato (per non dire minato) campo del rapporto tra fede e scienza.

Organizzato in occasione del bicentenario della nascita di Charles Darwin, il convegno è articolato in nove sessioni distribuite nell’arco di cinque giorni: nella prima saranno esposti i fatti essenziali su cui pone la teoria, due sessioni saranno quindi dedicate allo studio scientifico dei meccanismi dell’evoluzione. Nella quarta sessione, si studierà ciò che ci dice la scienza sull’origine dell’uomo, mentre la quinta sarà dedicata a una lettura in prospettiva interdisciplinare delle questioni antropologiche legate all’evoluzione. Seguiranno verranno due sessioni filosofiche, per studiare le implicazioni razionali della teoria, sia in campo epistemologico, sia in campo metafisico o della filosofia della natura. Per finire, due sessioni teologiche studieranno l’evoluzione dal punto di vista della fede cristiana, partendo dall’esegesi dei testi della Bibbia che trattano della creazione, e della ricezione della teoria da parte della Chiesa.

Sul sito DISF è disponibile dell’interessante materiale in merito a questi argomenti.

Eleonora Sgaravatti e Punctum: testimoniare la fede attraverso l’arte

“A 23 anni mi sembrava di aver fatto anche troppo per la mia età… troppe esperienze in tutto… ho lavorato come cameriera, modella, come cuoca in un asilo nido, pr per un’azienda di vini (…)”. A parlare –in un articolo a firma Francesco Apolloni sull’ultimo numero di Nova 24 purtroppo non online- è Eleonora Sgaravatti, una laurea al Dams ed il fuoco dell’arte che da sempre le scorre nelle vene. Nonostante le molteplici esperienze, però, Eleonora si accorge che le manca qualcosa: “Il contatto con Dio e con la mia anima”. “E quindi io –è sempre lei a parlare- che sono uno spirito impulsivo ho cercato una strada, sono prima andata ad un ritiro buddista, poi a dei seminari joga, però non c’è niente nella mia vita che mi ha preso quanto Cristo e da lì ho scoperto come vive la gente semplice, la gente normale, perché io ero vissuta sempre in un ambiente che mi ha viziato (…)”. Detto fatto, Eleonora, cui oltre l’impulsività non deve far difetto neppure la determinazione, ha messo a frutto la sua passione per l’arte aprendo a Roma la galleria Punctum, che da a giovani artisti la possibilità di farsi conoscere ed è anche un modo per testimoniare la sua fede. Eleonora non è infatti solo una gallerista che si limita ad esporre opere altrui, ma anche un’artista in proprio con il nome d’arte di Eleonora Esse.

Attualmente, sopra il campanile della chiesa di Sant’Anastasia al Circo Massimo, è possibile ammirare una sua opera dal titolo “Nuova era”: un grande neon giallo di 2 metri per 1,60 con un font di tipo manuale con su scritto: “Cristo vive”.