I bambini e le religioni in un libro-documentario presentato a Roma

Come informa il sito di Radio Vaticana, a Roma si è svolta una serata interreligiosa durate la quale sono stati presentati il libro ed il documentario da esso tratto “Il Signore è grande e non si può disegnare (perché nel foglio non ci sta)”, opera di Gualtiero Peirce. Il lavoro è frutto di un lungo periodo trascorso dall’autore a contatto con i bambini di tre scuole confessionali di Roma, rispettivamente ebraica, cattolica e musulmana e descrivono il particolarissimo modo di vedere Dio che hanno i bimbi.

Vale la pena riportare alcune affermazioni dei piccoli perché fanno davvero riflettere: “Secondo me c’erano due mani nell’universo. Allora Dio ha preso due pianeti li ha uniti e così si è fatto da solo», afferma un piccolo ebreo. “Dio assomiglia alla maestra. Anzi no, ai genitori. No, Dio assomiglia a Giulio”, gli fa eco un piccolo cattolico. E quando l’imam, alla scuola coranica, afferma che siamo tutti figli di Adamo, il piccolo Tasnim non riesce a trattenersi e se ne esce con un: “Tutti proprio tutti? Madonna quanti figli!”.

“Non è Dio che ci divide, ma l’uso strumentale che viene fatto delle religioni”, ha affermato quindi la presidente del centro che ha organizzato l’incontro. E i piccoli autori di queste perle in stile “io speriamo che me la cavo” in salsa religiosa, sembrano proprio darle ragione.

Buddhisti italiani: al via a Palermo le celebrazioni per la festa di Vesak

Quella di Vesak è la più importante festività buddista e ricorda la nascita, l’illuminazione e l’abbandono del corpo da parte di Buddha. Siccome il buddhismo segue il calendario lunare, i giorni di festa variano ogni anno e comunque Vesak si festeggia sempre nel plenilunio di maggio.

Dato che si tratta, tra l’altro, dell’unica festa buddhista prevista all’interno dell’apposita Intesa con il governo italiano, si è stabilito convenzionalmente di fissarne la celebrazione per l’ultima domenica di maggio, quella prossima.

Per le celebrazioni, ogni volta viene scelta una città diversa e quest’anno è il turno di Palermo. Il programma, i cui eventi clou iniziano già da domani, prevede tra l’altro una serie di tavole rotonde in cui si parlerà anche (sabato 30 maggio) di “Territorio e legalità – esperienza a più voci: la società civile e l’esperienza buddhista” con Rita Borsellino, il presidente dell’Ubi Giorgio Raspa, Ven. Ghesce Tenzin Temphel, lama residente dell’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, e rappresentanti delle associazioni Libera, Addio Pizzo e Peppino Impastato.

Il buddismo in Italia conta 46 centri; ha sede amministrativa a Roma ed è associata all’Unione Buddhista Europea. Attualmente si stima che i praticanti buddhisti italiani siano circa 50 mila a cui si possono aggiungere altre 10 mila persone che saltuariamente frequentano centri e partecipano ad insegnamenti ed altri 10 mila di provenienza extracomunitaria.

Auguri a tutti i buddhisti per questa importante festività.

Radio Vaticana e la pubblicità: prima apertura dopo quasi ottant’anni di vita

A questo punto quelli di Radio Maria (il Deus ex machina padre Livio in testa) si staranno evangelicamente fregando le mani. Già, perché l’emittente che, partendo dalla Lombardia, è ormai arrivata letteralmente in tutto il mondo è rimasta praticamente l’unica a resistere alle sirene della pubblicità.

L’ultima a capitolare, infatti, è stata nientemeno che Radio Vaticana, la “radio del Papa” per eccellenza, che d’ora in poi ospiterà  inserzioni pubblicitarie per la prima volta nei suoi quasi ottant’anni di vita. Le motivazioni della virata sono certamente nobili e dovute ad alcuni cambiamenti, come dichiarato il direttore dell’emittente, padre Federico Lombardi: “Il primo cambiamento piuttosto evidente -ha infatti spiegato il religioso- è il fatto che su Roma in Fm, sull’Italia in Dab e per tutto il mondo via Internet, vi è adesso un canale di trasmissione della Radio Vaticana: “One-o-five-live”. E’ un canale radio che trasmette 24 ore su 24. Questa programmazione, con un pubblico anche sempre più stabile, è naturalmente un ambiente in cui la pubblicità si inserisce con più pertinenza, con più logica”.

Un’altra motivazioni (e certamente non tra le ultime) come evidenziato anche da La Stampa, è il fatto che l’emittente pontificia fa registrare da anni un passivo di bilancio che gli introiti pubblicitari contribuiranno certamente a diminuire. E comunque gli affezionati della storica emittente vaticana possono stare tranquilli: sulle sue frequenze non si ascolteranno infatti certamente i fastidiosissimi spot cui ci hanno abituati le emittenti radiofoniche e televisive “normali”. Come spiegato sul sito ufficiale della stessa Radio Vaticana, il primo inserzionista prescelto è l’Enel, il che fa presupporre che ci si trovi davanti ad una vera e propria pubblicità istituzionale, cosa ben diversa da quella che siamo abituati a conoscere.

E comunque, la pubblicità non è il diavolo e se ne sono accorti pure in Vaticano.

“Il Mediterraneo delle tre religioni”: un convegno a Perugia sulle religioni del “Mare nostrum”

Ben oltre la definizione di luogo geografico, il Mediterraneo incarna una rete coesa di esperienze storiche e culturali, di società e genti, modi di credere e di vivere dove lo spazio è solo una cornice. Luogo tra l’altro da sempre oggetto di analisi e di indagine perché racchiude un’idea di identità plurale in cui i credo religiosi hanno avuto una rilevanza storica indiscutibile.

E proprio “Il Mediterraneo delle tre religioni. Identità, conflitti e ibridazioni” dal Trecento al XX secolo: è l’accattivante argomento del convegno di studio organizzato dall’Università di Perugia che sarà inaugurato domani per concludersi nella giornata di venerdì.

Tra le numerose relazioni di alto livello, vale la pena segnalarne qualcuna a titolo di esempio: “La libertà religiosa nei Paesi a diritto musulmano” (Maurizio Oliviero, 27 maggio, ore 17,15); “Alterità e vicinanza. Cristiani, turchi ed ebrei attraverso le fonti del Sant’Uffizio” (Giuseppina Minchella, 28 maggio, ore 9); “La visione di Lepanto. Immagini, devozione, politica” (Martine Boiteux, 28 maggio, ore 9); “Malta, crocevia religioso in età moderna” (Francesco Russo, 29 maggio, ore 15).

L’evento si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il settimo centenario di fondazione dell’ateneo perugino.

“Contaminazioni contemporanee”: a Bergamo uno sguardo diverso sulla musica sacra

<<La musica sacra è parte integrante della nostra formazione, è stata ed è stimolo per avvicinarsi al sacro ed al divino, è un linguaggio universale che ci “descrive” attraverso le note l’altro, l’innominabile, il divino. Il sacro, per l’essere umano, è una realtà incontestabile, non è possibile incontrare un uomo che in una forma o nell’altra non abbia mai fatto l’esperienza del sacro. La musica, oggi più che mai, è un collante che lega i due mondi, il nostro naturale e “l’altro”. Un ponte fra due regni. La musica ha il potere di ricomporre una realtà a cui poter dare un significato superiore, come diceva Sant’Agostino la musica contribuisce ad “innalzare l’anima alle realtà più alte e più pure”. Non c’è sacro senza l’uomo. Se il nostro lato mortale ci impedisce l’accesso diretto al sacro, alla pienezza, una parte di essa può raggiungerla attraverso l’arte della musica>>.

Così gli organizzatori presentano la quarta edizione di “Contaminazioni contemporanee”, un interessante festival musicale che prenderà il via il prossimo 28 maggio a Bergamo e creato per avvicinare l’ascoltatore alle nuove composizioni musicali internazionali all’interno di un esteso ambito del concetto di “contemporaneità “. Il festival ha proposto ha proposto durante gli anni uno sguardo verso la musica sacra contemporanea, verso la musica del mediterraneo e un’analisi del dialogo tra la musica orientale e quella occidentale.

<<Cosi come nei festival di musica sacra tradizionali –affermano sempre gli organizzatori- si è perpetuato il patrimonio classico della musica liturgica, è giunto ora il momento di creare una vetrina che promuova le nuove produzioni musicali dedicate al sacro ed alla spiritualità>>. Il programma della manifestazione è senza dubbio interessante e al di fuori dei soliti percorsi. Tra l’altro, sempre in tema, è uscito recentemente un volume di Anselm Grun intitolato: “Ascolta  e la tua anima vivrà. La forza spirituale della musica“.

Exame.me: la vita spirituale 2.0 è online

Tutti coloro che amano una vita spirituale autenticamente 2.0, hanno ora a disposizione un nuovo strumento realizzato dal pastore protestante Brent Minter che si presenta ben fatto sin dal nome: Exame.me.

Dopo la registrazione obbligatoria al servizio, gli utenti troveranno a disposizione tre servizi: una lettura guidata delle Scritture, una guida alla preghiera e la possibilità di realizzare un vero e proprio diario per recuperare qualsiasi passaggio della Scrittura si desideri o annotare le proprie riflessioni.

Chi lo desidera, può anche provare il servizio prima dell’iscrizione. Ovviamente non potevano mancare una pagina su Facebook, un account su Twitter ed un blog a supporto del servizio.

Che si presenta davvero bene e al quale facciamo quindi i migliori auguri.

Il premio “Carlo Magno” assegnato oggi ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio

Oggi, nella cittadina tedesca di Aachen (Aquisgrana), verrà assegnato il più prestigioso premio tedesco, il “Karlspreis”, ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio, da lui fondata quarant’anni fa. Particolarmente importanti le motivazioni dell’assegnazione, nelle quali si legge che il premio medesimo viene assegnato “per il suo straordinario impegno civile in favore di un’Europa più umana e solidale all’interno e all’esterno delle sue frontiere, per la comprensione tra i popoli, le religioni e le culture, per un mondo più pacifico e giusto. Egli vive l’Europa dei valori”.

La Comunità romana è ovviamente in festa ed il suo presidente, Marco Impagliazzo, ha dichiato che “è un grande onore e una felice sorpresa che questo prestigioso premio sia stato conferito ad Andrea Riccardi e alla Comunità di Sant’Egidio. E’ un premio che rafforza il lavoro della Comunità per il dialogo tra culture e religioni diverse e che incoraggia l’opera quotidiana di migliaia di membri che si impegnano per la pace, per una società del vivere insieme e non dello scontro e per avvicinare Europa e Africa”.

Lo stesso Riccardi ha rilasciato un’intervista al quotidiano Il Riformista in cui si sofferma soprattutto sul delicato tema del’immigrazione. Merita la pena riportare almeno questa risposta: «Occorre avere i nervi saldi e guardare i fenomeni sul lungo periodo. Si diceva che l’Italia sarebbe divenuta un paese musulmano. E, invece, non lo siamo. Semmai siamo un paese ortodosso. Abbiamo 1 milione e 200 mila ortodossi nel nostro paese. Abbiamo 800 mila romeni: vogliamo dire che i romeni non sono integrabili? Ripeto: non è come un grande Libano che credo l’Italia debba diventare. Ma un paese capace di guardare ai fenomeni senza politiche urlate e basate sul nulla, questo sì». Auguri per il premio; non fosse che per queste parole, lo stesso è senz’altro ben meritato.