I film delle fedi a concorso in Svizzera con il Prix Farel

Si terrà come sempre a Neuchâtel, in Svizzera, la 23° edizione del “Prix Farel”, festival internazionale del film a tematica religiosa. Nato come premio per la migliore trasmissione religiosa protestante della Svizzera francese – da qui il nome del premio dedicato a Guglielmo Farel (1489-1565), riformatore svizzero – ben presto è diventato il premio per tutte le rubriche religiose della Televisione della Svizzera romanda (TSR) e successivamente per tutte le trasmissioni di cultura religiosa del bacino latino d’Europa, protestanti, cattoliche ed ortodosse. Da allora la giuria è rigorosamente ecumenica ed internazionale.

In concorso, dal 15 al 17 ottobre, saranno decine di film, tra documentari e fiction, prodotti e realizzati dalle televisioni europee di lingua latina. Per tre giorni, centinaia di registi e produttori di trasmissioni a carattere religioso, rappresentanti di chiese ed esponenti di televisioni pubbliche e private si confronteranno su come le televisioni europee affrontano le tematiche religiose ed etiche, su come parlano delle diverse fedi, della convivenza religiosa in Europa e dell’impegno sociale dei cristiani in varie parti del mondo.

Sempre a proposito di programmi a sfondo religioso nelle reti televisive, non si può non citare la serie “God in America”, che prenderà il via il prossimo 11 ottobre sull’americana PBS (la rete televisiva pubblica) e che sarà dedicato all’influsso della religione sulla vita pubblica statunitense.

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Il piccolo schermo e la religione nell’ultimo numero di Link

Link, interessante rivista scientifica edita da Mediaset/RTI e dedicata al mondo della televisione, dedica la cover story del suo ultimo numero (di cui è  scaricabile gratuitamente un’anteprima di 90 pagine da Issuu, previa registrazione) ad un tema quanto mai stimolante: “Vedere la luce. Dio e la televisione”. “La tensione verso il trascendente, verso Dio o verso un dio – si legge nella presentazione del numero-  è tipica dell’uomo e di ogni sua attività, compresa la tv. Che ha provato ad avvicinarsi al totalmente Altro in molti modi: diffondendo il Verbo, mettendo in scena la Parola che si fa racconto, fornendo strumenti per affrontare i casi della vita (e della morte). O, addirittura, mimandone i rituali e creando proprie divinità”.

Sul tema si confrontano tra gli altri Mons. Gianfranco Ravasi, Aldo Grasso, Ugo Volli, Alessandro Zaccuri, Peppino Ortoleva, Giuseppe Feyles, Stefano Pistolini, Federico Sarica, Carlo Antonelli, Matteo Bordone e Carlo Freccero. Particolarmente stimolante (e scritto nel solito stile immaginifico) il breve saggio di quest’ultimo, intitolato “Vite sintetiche. True blood e la religiosità del male”. “Non è casuale che sia stata una scrittrice di fede mormone come Stephanie Meyer ad aver creato lo stereotipo dei vampiri buoni di Twilight  -scrive Freccero- Il Dio della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni è misericordioso e concede alle sue creature infinite possibilità di salvezza. Persino quanti sono morti senza conoscere il Dio cristiano e senza essersi convertiti possono essere battezzati e salvati per procura dai discendenti che hanno abbracciato la vera fede. Per questo i mormoni hanno costruito una colossale banca dati che ricostruisce la genealogia di ogni famiglia a ritroso nel tempo. Un Dio d’amore, un padre, non può creare una creatura malvagia. Il vampiro si nutre di sangue perché tale è la sua natura. Non possiamo incolparlo di alimentarsi, così come non possiamo accusare i predatori carnivori di nutrirsi di carne”.

Anche gli altri contributi sono comunque interessanti è meritano un’attenta lettura.

Itinerari di spiritualità: al via stasera una serie di “Speciale TG5”

Non capita spesso (per usare un eufemismo) di segnalare volentieri un programma televisivo, ma questa volta pare sia proprio il caso di fare un’eccezione. Stasera, infatti, in seconda serata su Canale 5, verrà trasmessa la prima di una serie di tre puntate di “Speciale TG5” dedicate ad argomenti a carattere religioso con una particolare sottolineatura sul tema ddel viaggio. La bontà dell’iniziativa (salvo, ovviamente, smentite dovute dai fatti) è garantita da due fattori: il primo è che la serie è prodotta dall’emittente televisiva in collaborazione con l’Opera Romana Pellegrinaggi; il secondo fattore che fa ben sperare è che gli speciali sono firmati dalla vaticanista del Tg5 Marina Ricci, professionista di prim’ordine.

Il via dunque stasera con lo speciale, dal titolo “L’arca Perduta”, che racconta la storia della più leggendaria e controversa reliquia biblica, l’Arca dell’Alleanza, scomparsa più di tremila anni fa e forse custodita nella Chiesa di Santa Maria di Sion, ad Axum, in Etiopia. Nel programma spicca la testimonianza di Claudio Giuseppe Infranca, l’architetto e restauratore italiano che nel 1991 è riuscito ad entrare nel sancta sanctorum della chiesa, dove ha scattato una foto ad un misterioso oggetto lì contenuto, che si ritiene possa essere proprio l’Arca perduta.

Durante il 2010 seguiranno altri due appuntamenti, il primo dei quali, “Santiago de Compostela”, sarà dedicato alla figura dell’Apostolo Giacomo e al lungo percorso che i pellegrini fin dal Medioevo intraprendono, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago, presso cui il discepolo è sepolto. Concluderà il ciclo, “Le Case di Maria”, una puntata riservata alla figura di Maria che partirà dal ritrovamento della sua casa terrena ad Efeso e si snoderà attraverso la scoperta delle dimore della madre di Gesù.

A queste prime tre puntate ne seguiranno altre tre, ancora allo studio. I soggetti in via di valutazione sono la storia di don Andrea Santoro, il missionario italiano ucciso in Turchia, un viaggio attraverso i luoghi di San Giovanni Apostolo e il culto del volto di Cristo.

Italia e Pakistan: due novità nel campo dell’informazione religiosa

In questi ultimi giorni sono state lanciate un paio di interessanti iniziative che vale la pena segnalare.

La prima novità è italiana ed è nata in casa Rai. Si tratta del blog della struttura Rai Vaticano e per il momento vi scrivono un paio tra i più noti vaticanisti della televisione nazionale: Aldo Maria Valli e Giuseppe De Carli. Al momento il blog appare un po’ “ingessato”, com’è forse normale che sia per tutte le realtà che fanno capo ad una struttura ufficiale, ma l’idea è comunque senz’altro da promuovere.

L’altra novità proviene invece dal lontano Pakistan, dove è stata lanciata una televisione cattolica, cosa che nel nostro Occidente non farebbe quasi notizia ma invece ne fa nel Paese asiatico. “Good News Tv”, questo il nome dell’emittente, fa capo all’organizzazione non-profit “Media for Jesus” ed è stata ideata e realizzata dal Centro catechistico di Karachi, che ne cura anche i contenuti, le trasmissioni, il palinsesto.

“Mi sono ritrovato in perfetta sintonia con il messaggio del Papa per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni sociali, quando afferma che le tecnologie digitali sono un dono per l’umanità, che possono servire a diffondere solidarietà e comprensione fra la persone e i popoli”, ha affermato il direttore della nuova emittente, padre Arthur Charles. Auguri per l’avventura, ne avranno bisogno visto il difficile contesto in cui si troveranno ad operare.

“Il Cielo e la Terra”: da stasera su Rai 3 si parla di religioni in seconda serata

Non capita spesso, purtroppo, di segnalare volentieri un programma televisivo. Per cui, quando c’è la possibilità, lo facciamo volentieri. La trasmissione in questione si chiama “Il Cielo e la Terra”, andrà in onda da stasera e per altri tre venerdì in seconda serata su Rai 3 ed è stato definito il primo talk show spirituale della televisione italiana. Ideato tra gli altri da Fabrizio Rondolino (ex Grande Fratello e autore di un romanzo che fece discutere e che quindi avrà l’occasione di scontare qualche peccato) e condotto da Giorgio Zanchini, il programma si avvarrà di una formula davvero originale. A confrontarsi sul senso della vita saranno infatti esponenti di diverse religioni ed un filosofo. Questi i loro nomi: il pastore valdese Daniele Garrone, monsignor Ermenegildo Manicardi, sacerdote cattolico e rettore dell’Almo collegio Capranica; il rabbino Benedetto Carucci Viterbi, docente del Collegio rabbinico italiano; l’imam Yahya Sergio Pallavicini, vicepresidente della Comunità religiosa islamica italiana; il monaco Jiso Forzani, missionario dello Zen Soto in Italia; e il professor Maurizio Ferraris, docente di filosofia teoretica all’università di Torino. L’idea è davvero buona, sarà interessante vedere la realizzazione, ma le premesse perché venga fuori qualcosa di valido ci sono tutte.

E’ più facile che un cammello passi per la cruna di un ago

che il Papa vada a leggere la Bibbia a Domenica In

“Faith Off”: dall’Inghilterra un quiz per conoscere meglio le varie fedi

Musulmani contro ebrei. Ebrei contro cristiani. Cristiani contro indù. Insomma, tutti contro tutti. Ma tranquilli, non si tratta di una annunciata guerra fra religioni, bensì del suo esatto opposto: vale a dire di un tentativo per far sì che i seguaci di una religione conoscano meglio anche le altre. L’originale progetto (di cui da notizia la stampa britannica, ripresa anche da quella italiana) ha il nome provvisorio di “Faith off”, andrà in onda sul canale Islam Channel e apparentemente sarà un quiz come tutti gli altri. La particolarità sarà che ogni puntata vedrà come ospiti due squadre, formate da quattro membri ciascuna, appartenenti a due diverse religioni. Oggetto delle domande saranno esclusivamente le varie fedi, il rapporto tra di loro e con la società. Abrar Hussain, ideatore e produttore del gioco, sottolinea che il medesimo “non è stato studiato per i religiosi o i teologi, ma per la gente comune, allo scopo di aumentare tra le varie comunità religiose la conoscenza delle rispettive fedi, promuovendo rapporti positivi ed il rispetto reciproco”. Beh, come idea non è male, vedremo se, tra i tanti format di importazione, qualche canale TV si sentirà di impegnarsi anche in questa direzione. E se possiamo permetterci un suggerimento, chi potrebbe presentare il quiz meglio di lui, uso a terminare le sue trasmissioni con un sonoro: “Che Dio vi benedica!”?