“La piccola moschea nella prateria”: sorridere e riflettere

Può una sit-com aiutare nel dialogo interculturale e interreligioso? Fino a ieri, sinceramente, la mia risposta sarebbe stata più che dubitativa. Oggi lo è molto di meno, dopo aver appreso che proprio una sit-com, intitolata Little Mosque on the Prairie (La piccola moschea nella prateria), sta spopolando in Canada facendo riflettere e divertire proprio tutti, musulmani compresi. La serie è stata creata da Zarqa Nawaz, una scrittrice musulmana e madre di quattro figli, che si è ispirata alla propria esperienza essendosi trasferita con la famiglia in Canada una decina d’anni fa. L’umorismo nasce dalle interazioni tra i vari personaggi della serie: i tradizionali Baber, professore di economia e Fatima, pragmatica signora dalle origini nigeriane, e i più moderni Amaar, d’origine pakistana,già avvocato di successo a Toronto ma ora Imam della cittadina, e la venticinquenne Rayyan, laureata in medicina, figlia di un matrimonio misto tra la bionda convertita Sara e il libanese Yasir. Ad essi si aggiungono il Sindaco Ann Popowicz e il pastore anglicano McGee. Insomma, ci si può divertire e riflettere insieme, se ne sono accorti anche i più intelligenti tra gli stessi musulmani parlando positivamente della serie. La vedremo mai in Italia?

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7 Risposte

  1. Speriamo! Purtroppo è lecito dubitarne, almeno nel breve termine. Per il medio e lungo periodo, invece, dobbiamo auspicare che qualche buon sceneggiatore prenda spunto dalla serie TV canadese; alcune situazioni, infatti, sono poco comprensibili in un contesto socioculturale affatto differente, come quello europeo, e soprattutto italiano. Ogni regione ha le sue “peculiarità integrative”; che ciò contribuisca a moltiplicare gli sforzi per la loro descrizione e promozione!
    Pace su di voi.

  2. Già, speriamo proprio che qualcuni si faccia avanti, anche se personalmente ho i miei dubbi, almeno nel breve periodo.

  3. Questo è solo l’inizio di un tentativo mondialista di imporre la mescolanza di popoli in terra Europea proponendo modelli lontani dalla realtà. Basti dire che recentemnte la stessa Tunisia ha emanato una legge in cui si stabilisce che l’uomo e la donna non sono sullo stesso piano. Ma apriamo gli occhi per cortesia! Questa mescolanza di popoli e culture diverse è pura utopia e porterà semplicemente (se non di ferma questa immigrazione imposta e non voluta dai più!) all’estinzione del mondo Cristiano. Soprattutto le donne dovrebbero aprire bene gli occhi…interroghiamoci su che fine facciano i Cristiani in terra Musulmana…altro che piccola Moschea nella prateria…piccolo Inferno nel deserto…

  4. Immaginate il seguente scenario, commovente e romantico.

    Tanti veli islamici e tante palandrane che svolazzano allegramente, fra i volti sorridenti di islamici moderati e donne occidentali felicemente sposate con musulmani. Bambine rigorosamente figlie di coppie miste che indossano il velo con disinvoltura, naturalezza ed infantile orgoglio. Madri occidentali che si schierano dalla parte delle donne musulmane e difendono a spada tratta il loro sacrosanto diritto di coprirsi col velo integrale. La figlia di un padre integralista, che dopo essersi amabilmente confrontata con lui, ottiene il diritto di non indossare il velo se non lo desidera. A volte, però, probabilmente presa dal rimorso di quella concessione e illuminata dalla sua religione di pace, si pente e lo indossa spontaneamente.

    Tutto questo e molto altro non è affatto frutto dell’immaginazione: da oggi potrete tranquillamente gustarlo su RAI1 (sì, avete capito bene: RAI1!), che ha deciso di mandare in onda gli episodi di “La piccola moschea nella prateria”, sapiente presa per il culo che richiama alla memoria “Quella casa nella prateria” degli anni ’70.

    La prestigiosa serie televisiva (chiamiamola sit-com, altrimenti che schiavi degli americani siamo?) ha già spopolato in Canada, e chi ha avuto la brillante idea di trasmetterla anche in Italia e in 80 paesi (fra cui Turchia e Israele) certamente spera nello stesso risultato.

    Nella pacifica comunità multiculturale con questo paradiso islamico al suo interno, non poteva mancare la figura di un prete cristiano. Il quale viene rappresentato come un omuncolo flaccido, lontano dalle questioni religiose, povero di spirito e dedito ai vizi, in contrapposizione all’irreprensibile imam, che ovviamente esibisce una saggezza e una fede di ferro.

    Ora abbiamo un motivo in più per pagare il canone RAI con gioia.

    Tuttavia, questo ennesimo, becero ed inetto tentativo della casta mondialista globalizzatrice di propinarci un modello sociale e culturale, reso falso da ogni evidenza delle leggi naturali, non deve lasciarci indifferenti.

    Apriamo gli occhi e la mente! L’immigrazione non è un fenomeno atmosferico che capita e basta! L’iniezione di allogeni all’interno delle nazioni, sottoforma di immigrazione e invasione incontrollata, è stata progettata a tavolino dai poteri forti. Il vero nemico è la pletora di porci terzomondisti e mondialisti che fanno capo ai grandi gruppi bancari e finanziari, i quali alimentano le immigrazioni per destabilizzare gli ordini sociali e abbassare lo standard qualitativo di vita dei popoli civilizzati, soprattutto introducendo manodopera a basso costo.

    Vogliono una massa dispersa, inerte, di cervelli disattivati da pilotare e formare al sistema del debito che hanno creato. L’inquinamento da meticciato è necessario per il progressivo appiattimento da inculturazione e la distruzione di valori e tradizioni, ovvero le forze che tengono legati gli atomi dell’identità.

    Nessun popolo può estendere indefinitamente la propria esistenza senza imperativi territoriali coi quali propagarsi, proteggersi e promuoversi. Il concetto di società multi-kulti viola qualsiasi Legge Naturale indirizzata alla conservazione della specie. Un popolo senza una cultura esclusivamente propria perirà, inesorabilmente.

    Lo sanno benissimo! L’islam è funzionale a questo progetto di annientamento progressivo perché è una cultura aggressiva, assolutista, arrogante, incline al predominio, alla colonizzazione, alla soppressione di tutto ciò che ne è discorde. Quindi riveste un’importante funzione destabilizzante: è questo l’unico motivo per cui i poteri forti permettono ai musulmani di inquinare l’Europa! Viene consentito che si attacchi la religione Cristiana poiché è un collante valoriale fra i popoli, e quindi deve essere distrutto!

    Lo conosciamo bene il vero volto dell’islam: teniamolo sempre a mente!

    • lo sa non meritava nemmeno una risposta ma le voglio dire solo una cosa se crede che noi musulmani abbiamo inquinato l’europa provi a dare un’ occhiata all’america inquinata dagli italiani e se uscisse dal suo paese saprebbe che vi chiamano mafiosi e con questo non voglio offendere l’italia e gli italiani che mi stanno a cuore, ma questa è la realtà. l’islam è utilizzato per giustificare gli atti del terrorismo che non ha niente a che fare con la nostra religione, ma la gente invece di credere ai media e di essere manipolati dalla tv come robot senza cervello e cultura come è ormai consueto dovrebbe informarsi ma tanto non ascolterà un immigrata al suo paese la quale non degna nemmeno di risppetto …..se l’islam è così terribile perchè molti dei suoi coetanei si sono convertiti ad esso?!

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